VARESE – Potrebbe tentare di stupire con effetti speciali, ma la consapevolezza di avere davanti a sé un compito arduo e al contempo affascinante gli consiglia realismo. E tali suonano le sue dichiarazioni. «Fare politica in un piccolo partito, che qui sul territorio si deve ancora strutturare, non è semplice. Ma sono fiducioso perché c’è un nucleo di persone che hanno voglia di impegnarsi e crescere». Parola di Andrea Amicarelli, uno dei cento membri dell’assemblea nazionale di Più Europa.
La carta d’identità politica
Socialista (in origine), anche se Amicarelli preferisce usare una categoria più contemporanea: «Ho sempre fatto politica in partiti con saldi valori democratici e liberali», dice facendo riferimento anche alla sua militanza in Forza Italia, «partito che ho lasciato tempo fa e nel momento in cui mi accorgo che erano venuti a mancare i principi del suo fondatore Berlusconi a vantaggio di troppi personalismi». Dopo di che c’è un percorso civico che parte da Mario Monti, «grazie al quale ho fatto una bella esperienza in una commissione extraparlamentare che si occupava di impresa e giovani»; fino al sostegno – sempre da civico e non con il voto in quanto non è amministratore eletto – della doppia candidatura alle ultime elezioni provinciali: «Marco Magrini come presidente e Pierluigi Gilli come consigliere».
L’approdo in Più Europa
Infine, ovvero nel qui e ora, il ruolo di nazionale in Più Europa. «Se il sostegno civico alle elezioni provinciali è stato più “ideologico” che pratico – ha puntualizzato Amicarelli – con il doppio ruolo di segretario e membro del consiglio nazionale torno a fare politica in maniera attiva».
Con due obiettivi molto limpidi. Il primo è strutturare il partito a livello provinciale, ovvero innestare Più Europa, un “brand partitico” di cui si sente parlare in caso di elezioni nazionali o regionali, anche nelle dinamiche locali. Il secondo, che poi è una conseguenza, arrivare agli appuntamenti con le urne con la forza di avere persone candidate per le amministrative.
«Un percorso in salita – spiega Amicarelli – ma che non mi spaventa di sicuro. In questo momento Più Europa in provincia di Varese può contare su un gruppo di un centinaio di persone. Avremmo potuto accelerare il processo e avere qualche candidato in lista a Saronno. Ma abbiamo scelto una strada più lunga che ci permette davvero di strutturarci». E puntare a giocare la prima partita elettorale nel 2026, quando una decina di Comuni del Varesotto andranno al voto.
Ed è qui che Andrea Amicarelli sceglie una posizione più tattica. «Più Europa oggi è un punto di riferimento per quell’elettorato che è rimasto orfano della propria bandiera politica, ma non dei propri valori. Abbiamo un dialogo aperto con i partiti che si schierano nell’ambito del centrosinistra, ma siamo una forza dialogante che non esclude a priori altre possibili alleanze senza derogare a ciò in cui crediamo».
