Busto, vetrine imbrattate in centro dopo il corteo Antifa. FdI: «È la sinistra incivile»

BUSTO ARSIZIO – Vetrine imbrattate in via Roma, l’altra faccia della manifestazione antifascista di Busto Arsizio. «Abbiamo subito un vero sfregio con vernice non lavabile sulle vetrine e sulle pareti» la denuncia di Daniele Caiafa, commerciante di via Roma, che attorno alle sei di questo pomeriggio, 17 maggio, ha visto il suo negozio, Gioielleria 24, finire nel mirino delle bombolette spray azionate da alcuni non giovanissimi imbrattatori che facevano parte di un corteo di manifestanti contro il Remigration Summit di Gallarate al termine del presidio di piazza Garibaldi. Sono diversi i muri e i negozi presi di mira tra via Roma, via Bambaia e via Cardinal Tosi, tra cui una scritta molto esplicita indirizzata al sindaco di Gallarate Andrea Cassani.

La denuncia social

Caiafa, che è anche responsabile del gruppo di lavoro sul commercio della segreteria cittadina di Fratelli d’Italia, ha reso pubblico l’episodio con un post sui social. «Oggi abbiamo subito durante l’orario di apertura, ore 18 circa, con presenti all’interno del negozio diversi clienti, un vero sfregio con vernice (non lavabile) sulle vetrine e pareti – scrive il negoziante di via Roma – ho visto che dal corteo che manifestava alcuni partecipanti armati di bombolette spruzzavano, sono uscito e mi sono trovato davanti uomini e donne non giovanissimi protagonisti dell’imbrattatura, con strafottenza e prepotenza, ma nulla ho potuto fare oltre che segnalarli alle forze dell’ordine che provvederanno all identificazione grazie anche alle videosorveglianze cittadine».

Attolini rincara la dose

Sono le brutte abitudini delle manifestazioni di Milano, da cui spesso si staccano “schegge impazzite” fuori dalle regole. Fortunatamente a Busto Arsizio non ci sono stati gli scontri e le tensioni che si sono visti nella metropli. Sull’episodio interviene anche il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Francesco Attolini, neo-presidente della commissione sicurezza: «Centro città imbrattato come un murales a cielo aperto, la sinistra incivile è scesa in strada – attacca l’ex amministratore unico di Agesp Energia – rispetto, ordine e pulizia non sono concetti scritti nei loro dizionari. E ora chi paga? Si individuino al più presto i responsabili».

Sabba: «Bestie immonde»

«Gentaglia, bestie immonde – le definisce l’assessore alla sicurezza Matteo Sabba -non dovrebbero poter entrare nella nostra città». Invoca un Daspo urbano, come previsto dalla recente ordinanza comunale. Diversi gli imbrattamenti disseminati sui muri di Busto Arsizio dopo la, peraltro pacifica e civilissima, manifestazione contro il Remigration Summit in piazza Garibaldi. Oltre alle scritte anarchiche e agli scarabocchi sulle vetrine di via Roma, in via Bambaia è spuntata anche un’offesa rivolta al sindaco di Gallarate Andrea Cassani, nel mirino per aver concesso il teatro Condominio all’adunata dell’ultradestra.

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