GALLARATE – Tutti bravi ragazzi quelli arrivati ieri, 17 maggio, al Remigration summit ospitato al Teatro Condominio di Gallarate? Lo storytelling che gli organizzatori e i presenti hanno voluto far passare («Ditemi soltanto un contenuto razzista?», diceva ieri ai microfoni il responsabile Esteri della Lega Giovani, Davide Quadri, tra i partecipanti della delegazione varesina all’evento) fa a pugni con quello che invece lasciano in rete. Perché dietro all’abito da cocktail con cui si sono presentati di sabato mattina in provincia di Varese, si nascondono immagini e video inquietanti.
Campi di concentramento nel video
E’ il caso, ad esempio, dello spagnolo rappresentante del movimento “Deport them now”, seduto – a quanto posta lui stesso in rete – in terza fila o giù di lì al Teatro Condominio. Sempre rivolto di spalle, dice di rappresentare la Spagna al “Remigration Summit 2025” a Gallarate, non prima di essersi fatto fotografare in piazza Duomo a Milano con la croce celtica e la scritta “Remigration” stampata sulla parte posteriore di una felpa nera. Ma è scorrendo la pagina Instagram del movimento che si trova di tutto: dalle foto di gruppo con il saluto romano fino a un video, realizzato con l’intelligenza artificiale, in cui si immagina una Spagna del 2036 dove i musulmani vengono rinchiusi in campi di concentramento, costretti a mangiare carne di maiale e poi uccisi nelle camere a gas. Da far venire i brividi e impubblicabile, ma facilmente (troppo) reperibile su Instagram proprio sulla pagina del Dtn.
Nessuna censura
Di fronte a simili, orribili messaggi c’è da chiedersi se sia giusto aggrapparsi al fatto che vietare il Teatro Condominio al summit sarebbe equivalso a una censura. E’ questa la giustificazione di Lega, Fratelli d’Italia, della stessa componente cattolica della maggioranza amministrativa di Gallarate e di parte di Forza Italia, quella schierata senza se e senza ma con la giunta Cassani. Remigration è un’associazione internazionale che teorizza la deportazione di massa degli stranieri dall’Europa, non solo di coloro che si macchiano di reati e dei clandestini, com’è giusto che sia: via tutti per evitare la sostituzione etnica. Quanti degli “ospiti” al Condominio erano (sono) di quest’idea? Poi si può anche affermare, come dichiara il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi “che non bisogna avere paura delle idee forti”. Il punto è: quanto forti, fino alla xenofobia?
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