Una giornata particolare. Anche per la Lega

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Estremizziamo il concetto: se ai partecipanti al Remigration Summit di Gallarate, coloro che teorizzano la deportazione in massa degli immigrati, hanno diritto di parola e viene loro concesso un teatro pubblico per riunirsi, lo stesso trattamento andrebbe riservato a chiunque. Persino ai mafiosi o ai pedofili, che possono così esprimere e dibattere le loro idee sulla vita e sul mondo. Libertà è libertà per tutti, senza stabilire un confine, un filtro, una verifica etica e di legalità sui temi in discussione.

Appunto, estremizziamo, ma neanche tanto. Quella vissuta a Gallarate il 17 maggio con l’assemblea dell’ultradestra europea al Condominio è davvero una giornata particolare, da ascrivere tra i momenti che resteranno negli anni. Alcune centinaia di militanti in odore di razzismo che si confrontano sulle questioni dell’ immigrazione e della remigrazione, argomentando il fatto che, andando avanti di questo passo, l’Europa rischia la sostituzione etnica. Il problema è un po’ più complesso di come lo semplificano questi signori, che hanno bisogno di ritrovarsi a porte chiuse, senza presenze scomode che possano creare loro disturbo mediatico.

“Gallarate è democratica” dichiara Andrea Cassani, il sindaco. Sarebbe interessante che fossero democratici anche i suoi ospiti del Remigration, aprendo le porte ai giornalisti, sempre che non abbiano qualcosa da nascondere. L’evento viene però classificato come privato, per accedervi bisogna accreditarsi e non è detto che la risposta sia positiva. Chi viene ricevuto a braccia spalancate sono i rappresentanti della Lega, partito che, fin dal segretario federale Matteo Salvini, ha sdoganato la riunione. Il saluto videoregistrato del generale Roberto Vannacci (“Sono con voi”), il consenso espresso da Silvia Sardone al gazebo leghista di Somma Lombardo, nuova vice di Salvini assieme a Vannacci, le dichiarazioni favorevoli di Isabella Tovaglieri, eurodeputata bustocca scesa al Condominio, e il sostegno logistico di Andrea Cassani, fedele sodale salviniano, testimoniano di come la Lega sia montata in sella al movimento della remigrazione.

Un apparentamento che ha un duplice motivo: di collocazione al parlamento europeo, di opportunità elettorale in Italia. A Bruxelles organici al gruppo euroscettico e sovranista dei Patrioti, presieduto dal lepeniano Jordan Bardella e al quale aderisce tutta l’ultradestra; in Italia, una Lega a caccia di nuovi consensi in scia all’ascensore elettorale preso da Fratelli d’Italia che ha drenato voti porprio a Salvini. Un tentativo di recuperare terreno con le suggestioni politiche e le percezioni reali dell’insicurezza e dell’immigrazione incontrollata. Questioni che non si possono negare, in alcune situazioni prossime all’emergenza, che fanno breccia tra i cittadini per essere rimaste sinora irrisolte o, comunque, affrontate senza la necessaria determinazione dalle istituzioni. Così che le “soluzioni forti” prospettate a destra possano convincere l’elettorato a rischierarsi con Matteo Salvini. Cosa meglio che la “cartolina propagandistica” del Remigration per reiterare la linea di intransigenza?

A fronte di tutto ciò rimangono le sgradevoli sensazioni di quanto andato in scena al Condominio di Gallarate, le istanze xenofobe, i richiami a espressioni che rimandano ai tempi più bui del secolo scorso e non solo, le tesi fuori dall’alveo costituzionale, le presenze di personaggi grotteschi. A dare un’ulteriore scossa interviene nientemento che Matteo Piantedosi, il ministro dell’Interno, che, a Napoli, alla domanda su quale approccio preferisca sul tema dell’immigrazione: quello dei moderati di centrodestra o quello del Remigration Summit, così risponde : “Tutti i contributi ideali che si danno alla politica, sono importantissimi, cioè tracciare delle traiettorie future, degli orientamenti, degli ideali. E poi esistono dei luoghi dove la politica viene praticata, raccontata secondo l’arte del possibile e quindi secondo considerazioni di tipo diverso. La sintesi tra le due cose credo sia la migliore”. Cosa meglio del politichese per dire tutto senza dire niente, per aderire chiamandosi fuori?

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