Salvini apre al Remigration Summit: «Non so cosa sia ma credo non vada vietato»

salvini meloni lodi
Matteo Salvini

MILANO – «Io sono per la libertà di parola da parte di tutti». Con queste parole il leader della Lega Matteo Salvini apre al Remigration Summit, il vertice di estrema destra che da giorni agita le cronache italiane e varesine. A fronte dell’alzata di scudi milanese, infatti, il Remigration Summit, stando a voci che si rincorrono da giorni, avrebbe virato prima su Busto Arsizio approdando poi, quale possibile sede per il vertice datato 17 maggio, a Somma Lombardo.

Vietato vietare

Conferme non ce ne sono ma di certo c’èparecchia apprensione nel Varesotto. «Non so che convegno sia — precisa il leader della Lega al Corriere della Sera —, ma non vietano le adunate delle estreme sinistre, non vedo perché dovrebbero vietare altre iniziative». Il convegno tratterà il tema della «remigrazione», cioè il rimpatrio non solo degli immigrati irregolari ma anche di quelli regolari e dei loro figli che magari già godono della cittadinanza italiana. I biglietti vip e premium per l’evento sono da settimane sold out nonostante la location sia ancora segreta, verrà comunicata a ridosso dell’evento. Gli organizzatori avrebbero “consigliato” agli aspiranti partecipanti di prenotare un albergo in zona Busto Arsizio. Secondo quanto riporta il Corriere la possibilità che il Summit delle destre estreme si tenga in provincia di Varese è alta.

Valgono le idee di tutti

«Io sono per non vietare nulla — ha ribadito Salvini — Ci sono i centri sociali in piazza un giorno sì e uno no. Non capisco perché bisognerebbe vietare di esprimere le proprie idee».

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