GARLASCO – Andrea Sempio non si è presentato alla convocazione in Tribunale a Pavia. È stato aspettato a lungo e, salvo giustificazioni che potrebbero essere ancora addotte, al momento non è più atteso alla doppia convocazione che vede Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni, e ora semilibero. Neanche gli avvocati si sono presentati.
Guerra dura senza paura
“Guerra dura senza paura”: è quanto ha scritto in una storia su Instagram l’avvocatessa Angela Taccia che, assieme all’avvocato Massimo Lovati, difende Andrea Sempio, unico indagato nel nuovo filone di indagine sull’omicidio di Chiara Poggi che oggi ha deciso di non presentarsi in Procura a Pavia. «»
“CPP we love you“, ha aggiunto Taccia con l’emoticon di una tigre e un cuoricino blu, con probabile riferimento al codice di procedura penale al quale si sono appellati oggi per evitare l’interrogatorio del loro assistito. Andrea Sempio non si è presentato all’interrogatorio di oggi a Pavia perché i suoi avvocati hanno eccepito, notificando una memoria ai pm, la carenza nell’invito a comparire di un ‘avvertimento’ ritenuto fondamentale, ossia per una questione procedurale. Neanche gli avvocati si sono presentati in procura.
Da quanto si è saputo, gli avvocati Angela Taccia e Massimo Lovati oggi, senza presentarsi in Procura a Pavia così come il loro assistito Andrea Sempio, hanno depositato una memoria con cui hanno eccepito, davanti agli stessi pm, la “carenza” nell’invito a comparire per l’interrogatorio, notificato nei giorni scorsi, “dell’avvertimento” previsto dall’articolo 375 comma 2 lettera D. Articolo che prevede che “il pubblico ministero potrà disporre a norma dell’articolo 132 l’accompagnamento coattivo in caso di mancata presentazione senza che sia stato addotto legittimo impedimento”.
La nuova inchiesta
L’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Stefano Civardi e dalle pm Valentina De Stefano e Giuliana Rizza e condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, ha preso la strada della convinzione che il delitto sia stato commesso non da una ma da più persone, tra cui Andrea Sempio, l’amico del fratello della 26enne assassinata. Dopo alcune fasi in cui l’attesa mediatica e l’indagine si sono concentrate sulla battaglia delle perizie genetiche e delle opportunità scientifiche sui rilievi e sui reperti (con l’avvio degli esami previsto a giugno e i primi esiti attesi per ottobre o novembre) ora l’attenzione pare spostarsi più sul profilo investigativo e all’acquisizione, da parte dei Carabinieri, di nuovi elementi, dopo le perquisizioni a sorpresa di mercoledì scorso tra Voghera, Garlasco e Tromello. Nuovi e vecchi nomi sono entrati nell’orbita delle accelerate attività investigative e ci si chiede se potranno da oggi mutare la propria posizione rispetto all’inchiesta.
La posizione di Stasi
L’avvocato di Stasi: “Non so se questa storia verrà riscritta” – “Alberto è sereno. Risponderemo a tutto quello che ci verrà chiesto. Vediamo che domande ci fanno e rispondiamo”, ha dichiarato ai cronisti l’avvocato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, prima di entrare nel palazzo di giustizia di Pavia per l’interrogatorio del suo assistito. “Non so se questa storia verrà riscritta, so solo che la stiamo ridisegnando. Non so dire dove questo disegno ci porterà. C’è molta fiducia e rispetto per l’operato della magistratura che non credo operi sulla base di un’idea, come ho sentito, né su tesi strampalate. È un’indagine molto razionale e molto seria. Stiamo lavorando, cercando di dimostrare che le cose sono andate in maniera diversa”.
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