SAN GIORGIO SU LEGNANO – «Basta utilizzare le associazioni per fare politica, lo hanno già fatto con il palazzetto polifunzionale, che cosa diventerà la Casa delle Associazioni?». Dopo il Pgt il gruppo consigliare di minoranza Uniti per San Giorgio attacca l’amministrazione Ruggeri sulla destinazione delle strutture pubbliche.
«Non possiamo più restare in silenzio di fronte all’ennesimo tentativo di piegarle ai fini di una parte politica – esordisce il consigliere comunale Samuele Trevisan – dopo il caso, già scandaloso, del palazzetto polifunzionale usato per il congresso della Cgil: un evento evidentemente politico, non certo associativo. Ricordiamo che il palazzetto dovrebbe essere un luogo al servizio dello sport e delle attività sociali, non un palco per i comizi della sinistra sindacale. Ora tocca alla nuova Casa delle Associazioni nel vecchio municipio di via Gerli (nella foto), ancora in fase di completamento ma già oggetto di attenzioni dei soliti ambienti di sinistra. È evidente che si stia preparando l’ennesima occupazione mascherata: partiti, associazioni e gruppi culturalmente e ideologicamente orientati che, sotto la solita retorica dell’inclusione e del “bene comune”, mirano a trasformare spazi pubblici in fortini ideologici».
Trevisan: «Altro che amministrazione civica»
Ad aggravare le cose, per Trevisan c’è il fatto che «tutto questo avviene sotto gli occhi di un’amministrazione che si presenta come civica, ma che nei fatti si comporta come la più rigida delle giunte di sinistra. Il recente rifiuto di osservare un minuto di silenzio per Sergio Ramelli ne è solo l’ultima, vergognosa dimostrazione. Non basta più indignarsi: serve reagire. I cittadini non ne possono più di vedere spazi pubblici, realizzati con i soldi di tutti, diventare terreno di conquista per le stesse facce, le stesse associazioni, le stesse idee. Le istituzioni devono tornare a garantire imparzialità, non a favorire sistematicamente una parte sola. Ma evidentemente, per chi gestisce questi luoghi, il pluralismo vale solo a parole. Vogliamo regole precise, accessi trasparenti e imparziali, e soprattutto rispetto per tutti. Le strutture pubbliche devono essere davvero al servizio di tutte le associazioni, non ostaggio delle solite clientele ideologiche».
Il caso della Pro Loco
Il consigliere comunale precisa poi che cosa intende il gruppo Uniti per San Giorgio per “assalto” alla Casa delle Associazioni. «Ci riferiamo a una dinamica ben precisa e purtroppo già in atto: ci sono cosiddette “associazioni”, talvolta composte da pochissime persone, se non addirittura da singoli, che sembrano in attesa di vedersi assegnati spazi gratuiti, senza che sia chiaro che tipo di servizio concreto offrano alla collettività. Un esempio emblematico è la Pro Loco. Dopo un periodo positivo e davvero utile per la comunità, è stata progressivamente politicizzata, a partire dalla nomina a presidente della figlia del vicesindaco Cecchin (in realtà Eleonora Cecchin non è stata presidente, ma addetto stampa della Pro Loco, nda). Da lì in poi si è avviato un chiaro declino, culminato con la presidenza di Linda Morelli, consigliere di maggioranza ed ex assessore, a conferma di un controllo sempre più diretto da parte della politica locale. Esiste anche un’altra associazione, molto privilegiata dal punto di vista dei contributi pubblici (riceve ogni anno cifre considerevoli, a differenza di tante altre realtà locali che faticano a ottenere anche il minimo sostegno), guidata, guarda caso, dal marito dell’attuale assessore alla cultura Comerio.
«È evidente – tira le somme Samuele Trevisan – che ci troviamo di fronte a un sistema che favorisce sempre gli stessi, costruito attorno a logiche clientelari e familiari piuttosto che a un reale spirito di servizio verso la cittadinanza. Ecco cosa intendiamo con “occupazione” della Casa delle Associazioni: un uso distorto delle strutture pubbliche a vantaggio di pochi, sempre gli stessi, e mai per tutti».
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