Remigration a Gallarate, ecco chi lo ha permesso. Dito medio e bagarre in aula

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(foto di Alice Mometti)

GALLARATE – E’ stato il gestore del Teatro Condominio, la società Melarido, a concedere la sala pubblica di Gallarate agli organizzatori del Remigration Summit, il convegno dell’ultra destra europea che si è tenuto lo scorso 17 maggio  in città. «La richiesta non è pervenuta all’ente», ha detto il sindaco Andrea Cassani ieri sera in consiglio comunale in risposta alle interrogazioni delle opposizioni. 

Chi lo ha permesso?  

La richiesta, ha reso noto il primo cittadino, è arrivata la domenica precedente all’evento e i gestori, «non volendo prendere decisioni autonome», lo hanno informato. Ma ciò, ha sottolineato, non significa affatto che sia stato lui a dare il via libera. «Non sarebbe mia facoltà approvare o negare, il concessionario ha la concessione esclusiva della sala». Si è limitato a una considerazione: «Ho semplicemente risposto che, da quello che ho letto nella richiesta pervenuta, si tratta di un evento privato che, pur trattando tematiche anche potenzialmente non condivisibili, lo fa in modo costituzionalmente consentito. Non so come potremmo negare a un’associazione di dibattere civilmente di tematiche politiche». 

La posizione del sindaco 

Nel merito del Resum, Cassani era già intervenuto a inizio seduta, ribadendo di fatto le posizioni già espresse nelle numerose interviste rilasciate nelle scorse settimane ai media nazionali. «Sarebbe lecito a priori impedire a qualcuno di esprimere dei concetti che paradossalmente potrebbero configurare dei reati di cui risulterebbero personalmente responsabili davanti alle autorità competenti?». E ancora, rivolgendosi alle opposizioni: «Accusare a priori dei giovani di fascismo e nazismo perché si interrogano sul fenomeno sociologico della remigrazione è a mio modo di vedere vergognoso. Questo è sì un atteggiamento fascista. Se foste stati a conoscenza di reati commessi all’interno del Teatro Condominio non dovevate convocare un consiglio comunale, ma avreste dovuto denunciare queste persone, essendo voi pubblici ufficiali». Infine, ha voluto ricordare che i video con l’intelligenza artificiale relativi ai campi di concentramento per musulmani, riconducibili al movimento spagnolo Deport Them Now, non sono mai stati mostrati all’interno del Condominio. Cassani ha parlato di «un singolo personaggio presente in sala, definito pirla e allontanato dagli stessi organizzatori, che ha pubblicato video xenofobi e razzisti vergognosi».

gallarate remigration summit consiglioIl dibattito 

Com’era logico aspettarsi, l’aula non è arrivata a un testo condiviso sulla mozione presentata dalle minoranze. Tra i consiglieri comunali, il primo a entrare nel merito è stato Massimo Gnocchi (Ocg), ricordando che tra i ragazzi di destra arrivati a Gallarate c’era anche Martin Sellner, relatore di punta del Remigration Summit, persona non gradita in numerosi Paesi europei, «compresa la Svizzera che non credo non sia uno Stato democratico». Ha dunque sottolineato la responsabilità politica del centrodestra di Gallarate di averlo ospitato, «a differenza del Waltherhaus di Bolzano che invece pochi giorni fa gli ha revocato una sala». Ha fatto notare inoltre che il sindaco, il giorno prima dell’evento, «ha dichiarato di non sapere dove si sarebbe tenuto l’evento, mentre stasera ci dice che lo sapeva dalla domenica prima (nel merito Cassani poco dopo ha spiegato che le forze dell’ordine gli avevano detto di non dire nulla a nessuno per ragioni di sicurezza, ndr)».
Riguardo alle responsabilità sulla concessione del teatro, Giovanni Pignataro (Pd) ha aggiunto: «Non impedire equivale a concedere». Sempre rivolgendo a Cassani ha aggiunto: «C’era il suo vicesegretario Vannacci a quel summit e tanti esponenti della Lega. E’ per questo che è stato detto sì: non per libertà di espressione, ma per convenienza politica». Mentre a chi lo sostiene in aula ha aggiunto, citando Fabrizio De André: «Vi credete assolti, ma siete per sempre coinvolti».
Tra i banchi della maggioranza, ha esordito Michele Aspesi (Lista Cassani): «Noi non censuriamo l’operato del sindaco. Perché se questo convegno non lo ha impedito l’ordine costituito, non credo che il sindaco avesse l’autorità per farlo».
Sonia Serati (+Gallarate) si è chiesta invece come, in «in particolare i gruppi politici che qui dentro si rifanno all’etica cristiana», non capiscano «la differenza tra etica e morale comune su temi che tutti noi condanniamo. Non potete negare che rappresentanti del Remigration summit promuovano deportazione e razzismo».
Cesare Coppe (Città è Vita) ha ricordato che il tema centrale del dibattito è «l’inopportunità di ospitare un convegno di questi contenuti» e ha voluto tendere la mano a Melarido. «Il gestore, lo abbiamo appreso stasera, aveva pensato di negare la concessione della sala. Voglio dunque riscattare la figura di imprenditori che hanno dovuto subire la macchina del fango per irresponsabilità altrui». Ha accusato inoltre di «servilismo nei confronti della Lega» Forza Italia. Che per voce del capogruppo e segretario Calogero Ceraldi ha parlato di «Momento critico per la nostra comunità», di «Contenuti distanti dai nostri valori», ma poi ha votato contro alla mozione. Proprio come il Centro Popolare di Luigi Galluppi: «Chi stabilisce i limiti della libertà? L’unico limite è quello che la legge considera reato». Sulla stessa lunghezza d’onda Luca Sorrentino (Fratelli d’Italia): «Ho sentito tesi secondo le quali c’è stata apologia del nazismo in teatro. Appurato che c’era la Digos, state dicendo una cosa gravissima, perché se le forze dell’ordine non hanno denunciato quella gente, hanno commesso violazione di atti d’ufficio. Sgomberiamo dunque il campo da questo equivoco: il richiamo alle leggi antifasciste è improprio». Secondo Evelin Calderara (Lega) «questa sera stiamo assistendo alla fucilazione verso la maggioranza, ma Gallarate non è xenofoba, razzista o antisemita». Infine Michele Bisaccia (Lista Silvestrini), che ha definito una «setta» i presenti al Condominio: «Era necessario e opportuno concedere a chi professa la deportazione di massa una sala pubblica, infangando così l’onorabilità della nostra città? La risposta è scontata». 

Il dito medio 

La seduta di ieri sera era presidiata da 20 uomini tra carabinieri, polizia locale e polizia di Stato. Il dibattito è stato acceso e a tratti aspro, tanto che il presidente del consiglio Marco Colombo ha sospeso la seduta quando dal pubblico hanno gridato «Vergogna» mentre parlava Aspesi. Poco prima della fine ha chiesto inoltre agli agenti di allontanare una donna che gli ha rivolto il dito medio (foto in alto) e di identificare un uomo «con il codino alla Walker Texas Ranger» che avrebbe espresso parole giudicate inopportune. Guarda il video: 

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