GALLARATE – Consapevoli che una mozione di sfiducia al sindaco Andrea Cassani non otterrebbe l’effetto desiderato, «Chiediamo perlomeno al centrodestra un voto favorevole a una mozione di censura per salvare la dignità di Gallarate». Con queste parole il centrosinistra (Pd, CèV, LS) e la lista civica Ocg hanno presentato questa sera 20 maggio il documento – da discutere in un consiglio comunale da convocare urgentemente entro 20 giorni – in merito al Remigration summit che si è tenuto lo scorso sabato al Teatro Condominio.
Sussulto di dignità
Giovanni Pignataro, capogruppo del Pd, chiede ai componenti di maggioranza «un sussulto di dignità per fermare la deriva estremista che infanga il buon nome della nostra città». Guarda il video:
Oltre la Costituzione
Secondo Massimo Gnocchi (Ocg), «le tesi del manifesto del Remigration summit sono già evidentemente fuori dai limiti della Costituzione. Quello che poi è stato detto all’interno del nostro teatro non lo possiamo sapere, visto che sono stati fatti entrare soltanto pochi giornalisti selezionati. Se non c’era nulla da nascondere, perché la stampa è dovuta restare fuori?». Guarda il video:
Chi ha dato il teatro?
Considerata la presenza delle alte sfere della Lega sabato mattina in teatro, per Cesare Coppe (Città è Vita) occorre fare chiarezza su chi ha concesso la sala agli organizzatori del Remigration summit. Siccome le dichiarazioni rese negli ultimi giorni sono contrastanti, «con un evidente rimpallo», le responsabilità sono attribuibili all’amministrazione comunale o alla società di gestione del Condominio? Guarda il video:
Viltà e calci nel sedere
Nel frattempo la vicenda continua a tenere banco a livello nazionale. Se il direttore de “Il Giornale”Alessandro Sallusti difende Cassani («La Costituzione non impedisce le idee. In piazza si sono commessi reati, in quel teatro no») su Repubblica Michele Serra ha utilizzato invece la sua celebre Amaca per mandare un messaggio al sindaco di Gallarate. Scrive: «Fu un contributo al dibattito anche la notte dei cristalli? Anche la deportazione degli ebrei? Sindaco, ci pensi. Lei ha due possibilità: o dice “sì, avrei fatto meglio a non concedere quel teatro a gente del genere”, oppure dice “sì, ho ospitato un raduno razzista e ne sono fiero”. Tutto quello che sta in mezzo è vile e patetico».
Il noto quotidiano ha intervistato anche Alessandro Gassmann che ha replicato al primo cittadino gallaratese, dicendo di non accettare quando Cassani dice che suo padre, da intellettuale, non avrebbe combattuto con la censura le idee altrui. E spiega: «Dimostra di non conoscere affatto mio padre e come la pensava. Lo avrebbe preso a calci nel sedere. Gli intimo di togliere il nome di papà dal teatro. Conosco quel posto, è bellissimo e lo amo».
Il boicottaggio di Dazieri
Infine lo scrittore Sandrone Dazieri, atteso tra due giorni a Gallarate al “Festival del libro” organizzato proprio al ridotto del Condominio, chiede di cambiare sede dell’evento: «Lì sabato scorso, sono stati ospitati i neonazisti europei che deliravano sulla deportazione dei migranti e la sostituzione etnica. Per questo chiedo all’organizzazione del Festival (che non c’entra nulla né col teatro né con i nazi) di trovare un’altra sede per l’incontro o di annullarla». A stretto giro su Instagram è arrivata la replica di Cassani:

“Remigrazione deportazione”. il leader di DTN risponde (a volto coperto) a M24
