LEGNANO – Una giornata speciale ricca di attività pensate per tutte le età: laboratori creativi, giochi, arte, musica e buon cibo in compagnia. Accoglierà gli ospiti del centro civico Pertini-Il Salice di Legnano (via dei Salici, nella foto) sabato 7 giugno per celebrare la nuova gestione, subentrata alla fine dello scorso anno, di un’Associazione temporanea di imprese (Ati) formata da Italia-Sahel Lavoro impresa sociale e Albatros cooperativa sociale onlus.
Dalle 15.00 fino a sera, il centro si animerà con iniziative per bambini, famiglie e appassionati di artigianato, con spazi dedicati alla condivisione, al divertimento e alla creatività con book corner, swap market, gonfiabili, live painting; in programma anche eventi sportivi, karaoke e ballo liscio. Il bar sarà aperto dal pomeriggio e, dalle 19.00, sarà attivo il servizio cena con panini, patatine e pizze.
Polo aggregativo e culturale nato 12 anni fa
Il centro è nato nel 2013 in coprogettazione con il Comune e Casa del Volontariato nel rione periferico di Mazzafame. Un progetto visionario che è diventato, passo dopo passo, una solida realtà sociale e culturale. Un salone polifunzionale ospita gran parte delle iniziative; completano la struttura un bar con cucina e pizzeria, un campetto da calcio e uno spazio giochi per i più piccoli. Da due anni è presente una sede distaccata della Biblioteca comunale, che organizza momenti di aggregazione per giovani e bambini.
Al Pertini si organizzano decine di corsi per il tempo libero, spettacoli musicali e teatrali, presentazioni di libri, mostre di pittura e fotografia; c’è una scuola di teatro per adolescenti e tanto altro ancora. È un luogo di dibattito e di confronto, aperto a tutte le realtà cittadine.
Obiettivo: rompere l’isolamento del quartiere
«Il centro Pertini-Il Salice – spiegano i gestori – è nato per rispondere a una esigenza: un luogo di socializzazione sul territorio. Successivamente siamo cresciuti, ci siamo trasformati coinvolgendo tutta la città e non solo. Obiettivi che ci siamo prefissati di realizzare anche per eliminare l’isolamento sociale, politico e culturale del quartiere. Occorre superare modelli fallimentari che vogliono le periferie luoghi di marginalizzazione di qualità, di ricettacolo di problemi, e aprirsi al territorio, non ghettizzare. Da quest’anno, con la partecipazione al nuovo bando, il centro civico ha una nuova gestione: un’Ati tra la cooperativa Italia-Sahel Lavoro impresa sociale, che continua a occuparsi di bar e ristorazione, corsi per il tempo libero, eventi sociali e culturali, e la cooperativa sociale Albatros che si occupa di educativa, dalla gestione del Centro di aggregazione giovanile al coinvolgimento degli adolescenti, al centro estivo».
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