ALBIZZATE – «La sicurezza è un diritto che va difeso, un bene che va protetto e un valore che va salvaguardato». Così il Sottosegretario al Ministero dell’Interno Nicola Molteni,nel corso dell’incontro sulla sicurezza tenuto ad Albizzate, nella sala Piotti di piazza IV Novembre, e organizzato dalla circoscrizione Laghi-Valbossa della Lega. «In Italia, il 34% dei reati, il 43% delle violenze sessuali e il 48% dello spaccio di droga sono commessi da stranieri. La precondizione per garantire la sicurezza è di contrastare l’immigrazione illegale».
Tre obiettivi
Pur professandosi «non amante dei dati», il viceministro è partito proprio dai numeri per illustrare le soluzioni messe in campo sul tema della sicurezza, «che è precondizione per la crescita e lo sviluppo». Tre gli obiettivi principali del nuovo (e discusso) decreto: «Mettere in sicurezza le forze dell’ordine, proteggere i più deboli e migliorare la percezione di sicurezza dei cittadini».
I maranza e lo spaccio
Fra i dati che preoccupano il sottosegretario del ministro Piantedosi c’è anche quello sulla criminalità giovanile. Un argomento tristemente noto nel Varesotto (basti pensare ai recenti casi di Busto Arsizio e Gallarate). «Ormai la metà dei reati commessi da minorenni sono stranieri. Ci sono i maranza, nati in Italia da cittadini stranieri, e quindi non italiani; e poi i presunti minori stranieri non accompagnati». Una branca della criminalità, quella che colpisce i giovanissimi, che si è trasformata nel tempo. «Oggi si usa il coltello o il coccio di bottiglia, e i social diventano strumenti di mercificazione e autocelebrazione del gesto criminale. Le principali forme di allarme sociale sono generate proprio da questi fenomeni», puntualizza Molteni.

E poi lo spaccio, anche questo un fenomeno rilevante nei boschi di tutta la provincia. «C’è tanta offerta di droga perché c’è tanta domanda», spiega. «Ma se lo spaccio è organizzato dalla criminalità straniera, l’uso è principalmente italiano». Per combatterlo, la prima mossa è stata un rafforzamento della presenza militare, «per dimostrare che lo Stato non scappa». Ma la repressione non è sufficiente. «Bisogna agire sul tema della prevenzione: amministrativa e sociale». Con alcune eccezioni: «Ovviamente con quelli che spacciano nei boschi serve…il bastone no, ma lo strumento sanzionatorio e repressivo».
L’occupazione abusiva e la sinistra
«La sicurezza è libertà. Dobbiamo garantire protezione sociale ai più deboli», continua Molteni. «Per questo abbiamo inasprite le pene per le occupazioni abusive delle abitazioni e accelerato le procedure per restituirle a chi ne ha diritto, buttando fuori i “ladri di case”». E conclude: «per garantire la sicurezza occorre rafforzare le forze dell’ordine», un tema che si presta anche a pungere gli avversari politici. «Quando governava la sinistra la sicurezza sociale era considerata un costo. Le loro politiche di macelleria sociale hanno indebolite le forze di polizia, soprattutto al nord».
I presenti
A fare gli onori di casa, il sindaco Mirko Zorzo: «La percezione della sicurezza negli ultimi mesi è leggermente diminuita: sono aumentati i furti nelle abitazioni. Magari rubano quattro pannocchie per comprarsi la droga, ma cambia lo stile di vita e la percezione della sicurezza». Insieme a lui, diversi sindaci in quota Lega del territorio: Andrea Cassani (Gallarate); Yvonne Beccegato (Sumirago); Stefano Frattini (Gazzada Schianno); Massimo Porotti (Biandronno), Giuseppe Gabri (Castronno); e il consigliere regionale Emanuele Monti.
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