La nuova Pro Patria non si nasconde: “Progetto ambizioso”. Cinque anni per sognare

BUSTO ARSIZIO – Turotti c’è e ci sarà, le ambizioni pure, la serie B… perchè no! Del resto “essere tifosi della Pro Patria è una cosa che si tramanda“. Il nuovo corso della Pro Patria è ufficialmente iniziato: anche se Patrizia Testa, elogiata per essere stata “la miglior giocatrice”, resta al momento con le quote di maggioranza del club, la conferenza stampa tenutasi mercoledì pomeriggio nella sala stampa dello stadio “Speroni” (intitolata ad “Adamo Cocco”) ha segnato un deciso cambio di passo.

Dopo dieci anni di gestione oculata e sostenibile, rivelatasi fondamentale ai fini della riammissione in C (l’ufficialità non prima di luglio), la Pro Patria e il confermatissimo Sandro Turotti (che verrà affiancato da un direttore generale, se abbiamo ben letto la sua scossa di capo – ndr) proveranno ora ad alzare davvero l’asticella. Del resto le ambizioni, come confermato dall’avvocatessa Rosanna Zema, vera anima tigrotta di una Finnat che non si vuole certo nascondere (ma sta solo aspettando il momento concordato per farlo), ci sono eccome.

E a quel sogno innominabile – che a Busto per la cronaca manca dal 1966 – è giusto iniziare se non già crederci, quantomeno a pensarci. Perché in cinque anni, quanto durerà il progetto della nuova proprietà, ci saranno tanti investimenti in società, strutture e personale (dentro e fuori dal campo).

Il tutto con un’attenzione e un’interrelazione costante col territorio e con le istituzioni (ci sarà una figura preposta, il cui nome è facile immaginarlo) perchè la Pro Patria dovrà ritornare al centro del villaggio. Con tutti – non uno escluso – i suoi tifosi. Quelli che, nel momento del bisogno, si sono stretti attorno alla squadra andando in massa a Vercelli, quelli – che dopo una stagione disgraziata e maledetta – si sono riuniti al “Daghidaponta” – ipse dixit – per dimostrare che la Pro Patria è una famiglia, aperta a tutti.

Perchè essere tifosi della Pro Patria – chiudiamo con la frase di Rosanna Zema che ci ha toccato il cuore – non è solo un onore e un privilegio: “è una cosa che si tramanda“. Di generazione in generazione.

Potremmo scrivere di più, e ancora, ma ci è bastata questa dichiarazione d’amore per capire che la Pro Patria ora ha un nuovo presente e soprattutto un futuro.

Il comunicato del Pro Patria Museum

Nella serata di mercoledì, il Pro Patria Museum ha voluto ritornare su un passaggio emerso nella parte finale della conferenza stampa, pubblicando – sulla propria pagina facebook – addirittura un comunicato:
“Alla luce della conferenza stampa, l’Associazione Pro Patria Museum – si legge nel comunicato – tiene a precisare che i locali adibiti a museo sotto la tribuna centrale dello stadio “Carlo Speroni” sono di proprietà del Comune di Busto Arsizio, in concessione fino al 10/5/2030 alla società Aurora Pro Patria 1919. Il Museo (in senso etimologico la raccolta rispondente a criteri di storicità e di organicità di opere od oggetti aventi interesse storico-culturale-sociale) è il frutto di anni di ricerche e conservazione, dovuto esclusivamente alle attività dell’Associazione Pro Patria Museum onlus e, in quanto totalmente volontaria e senza scopo di lucro alcuno, va rispettata. Riteniamo la dichiarazione della società irrispettosa del nostro lavoro fin qui svolto. I cimeli, i ricordi e le prove tangibili del glorioso passato della nostra amata Pro Patria sono e saranno sempre, lì o in altro luogo, un bene che tutta la comunità di Busto avrà a godere.
Il Presidente Simone Colombo e il Direttivo

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Pro Patria sognare – MALPENSA 24
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