VARESE – Sempre più spesso sentiamo parlare di “sovranità alimentare” e veniamo invitati a consumare solo prodotti nazionali. Temi che inevitabilmente rievocano un certo passato, durante il quale, con le stesse formule, fu mobilitata la società italiana. Un tema che è stato approfondito da Enzo Laforgia, assessore alla Cultura di Varese, in “Quando il fascismo dettava la dieta – La propaganda a tavola, tra sovranità alimentare e autarchia”: domani, venerdì 13 giugno, l’autore presenterà alle 18.30 il suo ultimo libro a Villa Recalcati; con lui ci saranno Antonio Orecchia, docente dell’Università dell’Insubria, e Stefania Radman, giornalista di VareseNews.
La cucine italiane trasformate in trincee
Nel 1935, dopo l’invasione dell’Etiopia e le sanzioni da parte della Società delle Nazioni, il fascismo trasformò le cucine italiane in trincee, contro un presunto “assedio economico”. Già i futuristi avevano tentato, con scarso successo, di rivoluzionare la gastronomia italiana, mettendo al bando la pastasciutta. Il regime, dal canto suo, provò a delineare una vera e propria cucina “antisanzionista”, fatta di riso, polenta, polli, conigli, karkadè e piatti dal sapore patriottico (come la trota salmonata alla Badoglio, il polpettone Macallè o il dolce alla Graziani). Una sorta di preludio alla cucina di guerra fondata sul niente, alla quale tutti dovettero forzatamente adattarsi a partire dagli anni Quaranta.
Le ricerche sulla storia contemporanea
Laforgia è nato nel 1961 e insegna storia e filosofia nei licei; conduce ricerche su alcuni temi della storia contemporanea, tra cui la storia del Movimento di Liberazione, i rapporti tra cultura italiana e imperialismo e l’organizzazione della cultura in età fascista. Ha collaborato con università e centri di ricerca in Italia e in Francia, ha svolto attività di consulenza, revisione e redazione di testi per l’editoria scolastica e scrive di storia per alcune riviste specializzate. Tra le sue ricerche spiccano gli studi dedicati allo scrittore Curzio Malaparte, pubblicati in Italia, in Francia e negli Stati Uniti.
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