VARESE – Ennesimo processo finito male per Riccardo Bossi, il primogenito del Senatur è stato infatti condannato oggi, mercoledì 18 giugno, a un anno e 4 mesi in primo grado per maltrattamenti nei confronti della madre. La sentenza ha accolto in toto la richiesta del pubblico ministero Antonia Rombolà, pronunciata dal tribunale di Varese.
La madre lo ha perdonato
L’avvocato Federico Magnante, difensore di Bossi Jr (mai comparso in aula), ha già annunciato il ricorso in Appello. Le motivazioni saranno depositate in 90 giorni. La madre del primogenito del fondatore della Lega lo aveva denunciato per maltrattamenti e lesioni, tra ferri da stiro strappati di mano e lettiere del gatto sparpagliate nel letto della donna, salvo poi rimettere la querela e rassicurare il giudice in aula che i rapporti con il figlio erano tornati sereni come ogni possibile frattura famigliare ricomposta.
Le accuse
La querela rimessa ha automaticamente fatto cadere l’accusa di lesioni, lasciando però aperta quella per maltrattamenti per la quale si procede d’ufficio. I fatti al centro del processo risalgono al 2016. Tra gli episodi contestati dalla Procura a Bossi – che invece ha sempre negato ogni addebito – ci sono delle incessanti richieste di denaro avanzate alla madre, con scatti d’ira che in un caso avrebbero portato l’imputato a mettere le mani addosso alla donna – che in quel periodo lo ospitava nella sua casa di Azzate – facendole sbattere la testa contro il muro; mentre in un’altra circostanza, gli insulti e il clima teso avrebbero spinto il genitore a fuggire di casa, pur di allontanarsi dal figlio.
Oggi è arrivata la condanna in primo grado. Quella che lo ha visto imputato a Varese è solo l’ultima vicenda giudiziaria che coinvolge Bossi Jr. A gennaio di quest’anno, infatti, il figlio del Senatur era stato condannato a 2 anni e 6 mesi, con rito abbreviato, dal Gup del tribunale di Busto Arsizio per aver indebitamente percepito il reddito di cittadinanza per alcuni mesi.
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