Varese, la madre perdona Riccardo Bossi a processo per maltrattamenti

VARESE – Ha ritirato la querela e ha spiegato al giudice che i rapporti con il figlio sono adesso sereni. I due si sono riappacificati e le tensioni famigliari si sono ricomposte. Perdona il figlio la madre di Riccardo Bossi, primogenito del Senatur Umberto, a processo a Varese per maltrattamenti.

La querela ritirata

La madre lo aveva denunciato per maltrattamenti e minacce rimettendo, però, la querela. E se la remissione ha comportato immediatamente l’archiviazione dell’accusa di minacce il reato di maltrattamenti, per il quale si procede d’ufficio, è rimasto in piedi e ha portato Bossi Jr davanti al tribunale varesino. Le parole della parte offesa, che ha appunto parlato di rapporti sereni con l’imputato, di certo depongono a favore dell’imputato.

La riappacificazione

I fatti al centro del processo risalgono al 2016. Tra gli episodi contestati dalla Procura a Bossi – che invece ha sempre negato ogni addebito – ci sono come detto delle incessanti richieste di denaro avanzate alla madre, con scatti d’ira che in un caso avrebbero portato l’imputato a mettere le mani addosso alla donna – che in quel periodo lo ospitava nella sua casa di Azzate – facendole sbattere la testa contro il muro; mentre in un’altra circostanza, gli insulti e il clima teso avrebbero spinto il genitore a fuggire di casa, pur di allontanarsi dal figlio.

In aula a giugno

Le tensioni si sono sciolte e la frattura affettiva tra madre e figlio si è ricomposta. Il processo va comunque avanti. L’udienza è stata rinviata al 18 giugno per la discussione delle parti e, molto probabilmente, anche la sentenza. Bossi a metà gennaio scorso era stato condannato a 2 anni e sei mesi dal tribunale di Busto Arsizio in primo grado per aver indebitamente percepito il reddito di cittadinanza.

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