I microfoni non vanno, le opposizioni di Sesto lasciano l’aula: «Solo tempo perso»

SESTO CALENDE – Dovevano essere 14 i punti all’ordine del giorno da discutere: avrebbero occupato i consiglieri comunali di Sesto Calende per tutta la sera. Ma ieri, 27 giugno, l’acceso dibattito che in genere caratterizza la politica sestese ha fatto spazio a una protesta vera e propria. Colpa del malfunzionamento dei microfoni: seduta sospesa, per permettere al tecnico di sistemare il problema. Ma le opposizioni si sono spazientite, si sono alzate e se ne sono andate: «Solo tempo perso», il commento della leghista Jole Capriglia fuori dall’aula.
La maggioranza aveva i numeri per proseguire. E lo ha fatto non appena si è risolto l’inghippo. Se non fosse che quasi tutti i temi da discutere fossero mozioni e interrogazioni della minoranza, che – come da regolamento – sono state rimandate. Di fatto, con l’uscita del centrodestra dall’aula, il consiglio comunale si è chiuso nel giro di qualche minuto.

A Sesto non ci si annoia

In aula, a Sesto Calende, non ci si annoia. Si discute animatamente. E quando non si riesce a battere e ribattere, un modo per sollevare il caso lo si trova. Ieri sono bastati i microfoni. Il tempo di affrontare il primo punto all’ordine del giorno – una variazione di bilancio da oltre 2milioni di euro, che includeva anche una manovra legata ai fondi Pnrr e all’avanzo vincolato – e poi tutto si blocca. Già durante il dibattito del primo punto, i microfoni hanno creato qualche difficoltà. Quanto basta per le prime lamentele dal fronte della minoranza. Ma quando la seduta si è interrotta, i consiglieri di centrodestra hanno preso borse e zaini e se ne sono andati.

I commenti delle opposizioni

Fuori dall’aula, i commenti a caldo. «Non è possibile portare avanti una discussione in consiglio comunale, quando gli strumenti a disposizione non funzionano. Diventa solo una perdita di tempo. senza microfoni ogni intervento viene rallentato, la seduta non può essere registrata correttamente e viene compromesso anche il collegamento streaming via Civicam», ha detto la capogruppo della Lega, Capriglia. «I cittadini si rendano conto in che situazione siamo dopo un anno e mezzo dalle elezioni. Oltre al fatto che di lavoro da fare ce n’è molto, ma sembra che si portino avanti i risultati nostri. Con noi queste cose non succedevano». Più schietto, come suo stile, Marco Colombo: «Non riescono a gestire quattro microfoni e pensano di governare la città?», la provocazione. Così invece il capogruppo di Fratelli d’Italia, Mario Boatto: «Tutte le volte ci ritroviamo a discutere sui microfoni, non si può continuare così. Questa maggioranza non tiene conto delle opposizioni se non quando si arriva in consiglio comunale».

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