CASTANO PRIMO – Alla fine, il giorno tanto atteso (o temuto) è arrivato. Domani, domenica 27 giugno, alle 14.30 sarà inaugurato a Castano Primo il centro culturale islamico in via XXVI Febbraio (nella foto). L’evento fa seguito alla sentenza del Consiglio di Stato che, lo scorso aprile, aveva posto fine a un lungo iter giudiziario accogliendo le ragioni dell’associazione Madni, promotrice del centro, e respingendo quelle dell’amministrazione comunale.
Da domani, pertanto, la comunità islamica del Castanese avrà un punto di riferimento culturale, ambito che per i musulmani è profondamente integrato con quello religioso. Per questo, in molti temono che possa trasformarsi in un luogo di culto, ossia una moschea, seppure privo di autorizzazione. Tutto ciò ha riacceso una volta di più la polemica sul piano politico, col rinnovarsi del rimpallo di accuse tra l’attuale amministrazione di centrodestra e quella che l’ha preceduta. Come se non bastassero le divisioni sui lavori in piazza Mazzini, i giardini pubblici, le fontane e tutto il resto.
Progettando Castano: «Svelate le bugie»
L’ex sindaco Giuseppe Pignatiello ha fatto suo il pensiero del gruppo Progettando Castano Primo di cui è capogruppo in consiglio comunale: «Hanno provato a dividere con slogan razzisti. Hanno cercato consenso alimentando la paura. Ora devono spiegare perché hanno mentito ai loro elettori, ai cittadini. A tutti. Le bugie fanno rumore ma la realtà le smentisce in silenzio. Castano Primo non è il vostro palco. È casa di tutti».
Centrodestra: «Altri favorevoli, noi mai»
Molto più articolata la posizione di Castano di Centrodestra, che ricorda di essere sempre stato contrario a una moschea a Castano mentre «altri gruppi politici erano dichiaratamente a favore (Pd e sinistra in generale); altri ancora erano a favore, ma non avevano e non hanno il coraggio di esprimere il proprio pensiero per tornaconto di consenso. Risulta significativo che il piano delle attrezzature religiose lo volessero tutti quei gruppi che ora sono all’opposizione. Altrettanto significativo è che la variante al Pgt sia iniziata nel 2021 e che non si siano mai fatti incontri con le parti sociali, i cittadini, le commissioni… In tre anni la variante non è stata portata avanti perché, come al solito, qualcuno aveva paura di dover prendere posizione e voleva lavorare nell’oscurità».
Per contro, il centrodestra rivendica di aver fatto incontri «con le parti sociali, in commissione e consulta, a breve anche con i cittadini, e dopo l’estate saremo pronti con la nuova variante».
«Non è e non sarà una moschea»
La maggioranza che sostiene il sindaco Roberto Colombo tiene poi a distinguere: il centro culturale che sarà inaugurato domani «sarà e resterà un luogo in cui non si potranno fare funzioni religiose, né pregare. Non è una moschea. Se moschea dovrà essere, vista la sentenza di pochi mesi fa del Consiglio di Stato (tre sconfitte dell’amministrazione Pignatiello, quella che rispettava le regole: per tre volte dichiarata l’illegittimità del suo operato) lo deciderà l’amministrazione e alle condizioni che essa detterà. Non lasceremo che i gestori del centro culturale dell’ex palestra N-Joy ci prendano in giro e facciano quello che credono in barba alle regole. Dovranno rendere conto e chiederemo ai nostri amministratori di metterci estrema attenzione».
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