Truffe al telefono in un sistema che impazzisce

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Il Corecom, comitato regionale consumatori e utenti della Lombardia, in settimana ha organizzato un convegno col supporto della Regione a tema “le truffe telefoniche”. Questione di pressante attualità, che colpisce soprattutto le fasce più fragili della società, esposte all’assedio di malfattori che si fanno forti dell’evoluzione tecnologica e dell’intelligenza artificiale. E’ noto come procedono questi “signori”. Ed è noto come l’invadenza di scocciatori al telefono stia diventando una costante che non dà tregua ad ogni ora del giorno e in ogni circostanza.

Si tratta di un doppio problema che, per quanto riguarda le frodi telefoniche, cosiddette vishing, e gli imbrogli online, sconfina nel penale; per le chiamate invadenti siamo sempre sul filo dell’illecito ma nel campo delle molestie, telemarketing selvaggio al quale l’Agcom (autorità per le garanzie delle telecomunicazioni) sta ancora cercando di porre un argine. Così, dopo il fallimento del Registro delle opposizioni e del Codice di condotta del telemarketing, introdurrà a partire dal 19 agosto e, successivamente dal  19 novembre, misure  che, sulla carta, dovrebbero limitare l’irritante fenomeno dello spoofing, termine con cui viene indicato la falsificazione di un numero telefonico: un altro tipo di truffa, sofisticata e concretizzata con “uffici” dislocati all’estero.

I diversi operatori telefonici dovranno adottare filtri per bloccare sul nascere le chiamate inopportune, che sembrano arrivare da un chiamante abilitato e, invece, partono da tutt’altra linea. Una modalità che serve per creare false emergenze, proporre prodotti, presunti affari online, facili guadagni e tutto quanto serve per mettere le mani anche sui conti correnti, carte di credito e altre modalità di pagamento. Un giro molto vasto, gestito da gruppi altamente tecnologici, che utilizzano il telefono per i loro profitti fuori legge. Sinora sono stati aiutati dalla mancanza di apparati adeguati per contrastare le loro azioni, da norme lasche, insufficienti a disciplinare la materia a favore dei cittadini e, ultimo ma non ultimo, dalla complessità del problema che, bisogna dirlo, si presenta in modo subdolo, diffuso e difficile da indagare e prevenire. Nonostante gli sforzi delle autorità di polizia per mettere in guardia la popolazione.

Una molteplicità di inganni del tutto nuovi, introdotti dal veloce sviluppo di sofisticate tecnologie che, come l’intelligenza artificiale, facilitano i progetti fraudolenti di tipo digitale e telefonico. Fino  al punto che il verosimile appaia incontestabile: un numero sul display con un prefisso conosciuto induce a rispondere alla chiamata, senza sospetti. Lo abbiamo fatto tutti, e molti di noi ricascano nella trappola. Numeri telefonici fake, immagini taroccate, notizie false: dobbiamo imparare a difenderci da un modello di comunicazione che non offre più garanzie di affidabilità. Ma si tratta di un processo complicato, che presuppone una preparazione tecnologica e in senso più generale ancora lacunosa, che non possiede la stragrande maggioranza della popolazione, indifesa di fronte alle speculazioni di chi, all’etica e all’onestà, preferisce il raggiro. E gioca sulla buona fede della gente. Non soltanto delle persone meno attrezzate a fronteggiare l’avanzata di una modernità che contribuisce a fare impazzire il sistema. Sempre che non sia già impazzito.

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