“Grande Ala”, Corte dei Conti: «Nessun vantaggio dimostrato». La replica: «Parere non vincolante»

corte dei conti sezione Lombardia Milano

LEGNANO – La Corte dei Conti boccia la vendita a Cap Holding del 20% di Aemme Linea Ambiente nell’ambito dell’operazione “Grande Ala”. Operazione già approvata dai Comuni dell’Altomilanese e da Città Metropolitana, ma di cui per i giudici contabili non è dimostrata la «convenienza economica».

Osserva infatti la Corte dei Conti che «nella deliberazione in esame, né nello specifico punto né negli allegati è possibile rinvenire elementi di valutazione della convenienza economica della prossima gestione dei rifiuti in house tramite Ala rispetto alla gestione attuale, né un quadro di confronto tra l’ipotetica nuova gestione integrata dei rifiuti in house e l’esternalizzazione del servizio». In altre parole, l’operazione sarebbe condotta “al buio”, senza alcuna certezza che porti dei vantaggi a chi l’ha sottoscritta e, di conseguenza, agli utenti finali, cioè ai cittadini. Pertanto, i giudici hanno espresso «parere sfavorevole» sulla deliberazione consiliare sottoposta a controllo.

Brumana: «Operazione affossata»

«Su richiesta di parere avanzata da 53 Comuni – commenta il consigliere comunale legnanese Franco Brumana, che per primo si è reso conto della portata della conclusione tratta il 3 luglio dalla sezione lombarda della Corte (nella foto in alto, la sede a Milano) – la Corte dei Conti, come era ampiamente prevedibile, ha espresso parere sfavorevole sulle delibere di autorizzazione alla vendita delle quote di Ala da parte di Amga a Cap Holding. L’intera operazione a questo punto verrà bloccata. È uno smacco incredibile per Cap, che era abituata a imporre le sue volontà, e per i politici locali, il sindaco di Legnano fra i primi, che si erano tanti impegnati per assecondare a tutti i costi le intenzioni espansionistiche di Cap a danno delle loro comunità. Da parte di Amga la vendita risultava inoltre necessaria a reperire un po’ di risorse per adempiere ai pazzeschi obblighi, assunti con un contratto, di finanziare per la sua quota di un terzo il rifacimento dell’inceneritore di Neutalia, che costerà circa 120 milioni di euro e che è stato voluto da Cap Holding per entrare nel lucroso mercato dei rifiuti. A questo punto gli amministratori di Amga dovrebbero almeno presentare le dimissioni».

Amga e Cap Holding: «Avanti lo stesso»

Di diverso avviso i diretti interessati. Mentre si attendono reazioni politiche, Cap e Amga hanno subito replicato tramite i loro uffici stampa. «Tale parere non è vincolante ai fini dell’operazione – commenta Cap – ma richiede una dettagliata motivazione per rispondere ai rilievi segnalati. Operazioni similari sono avvenute in diversi comuni nelle zone del Milanese e Varesotto, che dopo un parere sfavorevole, hanno motivato meglio sui rilievi segnalati. L’azienda ricorda che l’altra autorità interessata, l’Autorità della concorrenza e del mercato, il 1° luglio ha espresso parere di propria competenza, ritenendo “infondate le questioni segnalate, rilevando che l’operazione in oggetto risulta conforme al Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica e non sembra sollevare criticità concorrenziali”. Per tali motivi l’azienda sosterrà, con adeguate spiegazioni quantitative sui vantaggi economici, la scelta dei Comuni, rimanendo fiduciosa e convinta della bontà dell’operazione che ha avuto l’avvallo della Città metropolitana di Milano».

Identica la presa di posizione di Amga: «Non si tratta di un parere vincolante, ai fini dell’operazione: lo dimostra l’esempio di altri Comuni, che hanno perseguito i loro obiettivi, producendo le opportune relazioni e deliberazioni integrative, rispetto ai rilievi loro sollevati, da parte dell’Ente di controllo. Anche sulla scorta del parere favorevole espresso dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, proseguiamo con fiducia e impegno nell’operazione, certi della bontà della stessa e delle positive ripercussioni che avrà sul servizio erogato e sui territori serviti».

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