Il video dell’omicidio Limido in aula: «Hai visto cosa ho fatto a tuo marito e tua figlia?»

VARESE – «Ciao brutta p…..a, hai visto cosa ho fatto a tuo marito e tua figlia? Questo è quello che succede quando si toglie un figlio a un padre». Queste le parole agghiaccianti rivolte a Marta Criscuolo, sua ex suocera, da Marco Manfrinati pochi istanti dopo aver ucciso con 45 coltellate Fabio Limido, ex suocero, e aver tentato di uccidere la ex moglie, Lavinia Limido, in via Menotti a Varese il 6 maggio 2024. Lo ha detto una teste in aula: «Lui era in manette, bloccato dai poliziotti, vide Marta Criscuolo e le disse questo con un tono strafottente mentre lei era sotto shock».

Le urla e Lavinia che cade

Un’udienza «ad alto peso emotivo», come ha precisato l’avvocato di parte civile Fabio Ambrosetti, quella in corso oggi, venerdì 11 luglio, davanti alla Corte d’Assise presieduta dal giudice Andrea Crema (Stefania Brusa a latere) che vede Manfrinati (non presente in udienza oggi) rispondere di omicidio e tentato omicidio. L’udienza si è aperta con il video del massacro di via Menotti. Video registrato, immagini e sonoro, dalle telecamere di sorveglianza presenti in zona. «Aiuto, chiamate la polizia. La polizia, aiutate Lavinia. Fermatelo, fermatelo», le grida dei vicini di casa accompagnano le immagini di Manfrinati che aggredisce prima la ex moglie. La colpisce con un coltello, lei cade cercando di fuggire. Lei grida lui le è sopra e la colpisce più volte al volto. 

Il video in aula

E’ Fabio Limido, jeans, giacchetta smanicata sopra una maglia a maniche lunghe viola, a salvare la vita della figlia. Lo si vede intervenire armato di una mazza da golf. Manfrinati sale in macchina, circondato da chi è intervenuto per mettere Lavinia al sicuro. Fa diverse manovre, sbatte contro i muri di cinta, poi accelera in avanti ed esce dalle inquadrature.

La retro per investire Limido

Le grida continuano quando l’auto grigia di Manfrinati rientra, in retro, nei radar delle telecamere e a tutta velocità prosegue alcuni metri puntando verso Fabio Limido. Gli obiettivi non inquadrano altro ma dalla ricostruzione, anche attraverso testimonianze dirette, Manfrinati a quel punto riesce a sopraffare l’ex suocero uccidendolo a coltellate. Continuando con i fendenti al volto (oltre 20 quelli andati a segno) anche quando l’uomo è già a terra, nascosto parzialmente da alcuni cespugli. «Il video dimostra – ha detto Ambrosetti prima dell’inizio dell’udienza – che dopo l’aggressione a Lavinia Manfrinati ha avuto la possibilità di fuggire. Ha invece scelto di tornare indietro tentando di investire più volte Fabio Limido. E questo, a nostro parere, smentisce la tesi della legittima difesa da parte di Manfrinati nei confronti dell’ex suocero adottata sinora dall’imputato».

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