VARESE – «Quello di Laveno è il primo progetto AlpTransit concluso». Il dato non è da poco, anche se a comunicarlo non è il presidente Marco Magrini, ma il Rup del progetto Damiano Bosio.
Riaperta di nascosto
Il tratto della Sp 394 dir è stato aperto quasi alla “chetichella” lunedì scorso, come se si trattasse di una strada laterale e non di un’opera fondamentale per la viabilità della zona. Motivo di questa apertura in tono minore, almeno quello ufficiale: «Non ci piacciano i tagli dei nastri, ma fare le cose concrete per questo territorio». La realtà però dice che la conferenza stampa di fine lavori – convocata oggi 16 luglio – arriva con la provinciale aperta da un paio di giorni, a Villa Recalcati (e non in loco), senza nessun esponente dell’amministrazione lavenese. Perché?, chiediamo. «Perché – risponde il presidente dribblando ogni polemica – stiamo parlando di un cantiere di Provincia di Varese». Insomma, giusto prendersi i meriti.
I meriti
E di meriti, la Provincia, sulla questione AlpTransit ne ha. Il primo: aver creduto in una serie di progettazioni importanti anche economicamente proprio nel momento in cui l’Ente era “al verde”. In quegli anni fu proprio Marco Magrini, che era consigliere alla Viabilità, a redigere un piano organico per la chiusura o il superamento di tutti i passaggi livelli a raso. Che in totale sono 36. «Ho seguito tutta la vicenda AlpTransit dal 2014 – conferma Magrini – e venni convocato in Regione da Roberto Maroni. I lavori riguardavano 36 passaggi livelli da sopprimere e Laveno ero uno dei primi con Ispra. Poi ci sono quelli di Maccagno, Sangiano e poi Taino e Angera. Provincia si era preso l’impegno di portare avanti i progetti di Laveno e Ispra. E abbiamo mantenuto le promesso. Laveno abbiamo aperto luneì e a Ispra a settembre partiranno i lavori».
Laveno lavori conclusi. O forse no.
I Lavori sono stati presentati durante la conferenza stampa (oggi, mercoledì 16 luglio) dal presidente della Provincia Marco Magrini, insieme al consigliere delegato alle Infrastrutture Fabio Passera, al responsabile del Settore Viabilità Damiano Bosio e al direttore dei lavori Massimo Mangini. Il progetto è stato realizzato dalla Provincia di Varese e finanziato da Regione Lombardia e RFI, il progetto è stato approvato nel 2022 per un importo totale di circa 9,9 milioni di euro.
Non solo, perché Provincia, sulla base di una Convenzione sottoscritta qualche anno fa con l’ex sindaco Ielmini, Regione e Rfi, aveva anche predisposto il completamento della riorganizzazione della viabilità con l’abbattimento dell’attuale sovrappasso e la prosecuzione della strada con la realizzazione di un nuovo ponte sopra il Boesio.
E se con Sovrintendenza il divieto di abbattere l’ex ponte di collegamento del trenino tra le due cartiere è stato risolto con il mantenimento dello stesso, ma a carattere pedonale, il nodo, e quindi anche lo stop, è arrivato dall’amministrazione che ha presentato un progetto di sviluppo alternativo.
Peccato
E qui il presidente Magrini rivela un po’ di rammarico: «Ora si apre il tema. Il Comune ha fatto una proposta di viabilità. Noi abbiamo realizzato la rotonda e accettato quella proposta per vedere come funziona la viabilità. Quali sono le soluzioni vedremo. Dico solo che avevamo già stanziato 2milioni e 400 mila euro per fare il ponte sul Boesio e ora quei soldi sono stati destinati ad altre opere. Il rammarico è che avremmo potuto già aver avviato e concluso anche quell’intervento».
Magrini ha poi concluso ringraziando: «I commercianti e cittadini di Laveno per aver sopportato i disagi in questi mesi, l’ex sindaco Ielmini per la grande collaborazione prestata quando guidava il Comune, il presidente di Regione Lombardia Fontana e l’assessore Terzi che hanno seguito punto a punto quest’opera e il nostro consigliere Fabio Passera sempre presente e puntale nel monitorare la situazione». Fine.
La strada c’è
«Era una sfida – ha dichiarato il consigliere Fabio Passera – non sono mancate le criticità e sappiamo i sacrifici che hanno fatto i commercianti e chi lavora a Laveno. Per questo la nostra priorità era aprire la strada. Noi l’abbiamo fatto. Ora tocca all’amministrazione. Detto questo anch’io ribadisco che Provincia c’è per dialogare».
Buone notizie su Ispra
Il prossimo cantiere a partire sarà quello di Ispra. «Siamo pronti – hanno dichiarato in conferenza stampa – a settembre si dovrebbe aprire il cantiere».
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