LAVENO MOMBELLO – Il sindaco di Laveno Mombello Luca Santagostino torna a parlare della nuova viabilità legata al progetto AlpTransit. Lo fa attraverso un video pubblicato sulla pagina Facebook della lista di maggioranza Civitas (qui sotto il filmato), in cui illustra la proposta alternativa del Comune, in vista dell’imminente riapertura della strada.
Il progetto AlpTransit
Il sindaco, come già spiegato nel videomessaggio di auguri di inizio anno, ribadisce il No della sua amministrazione al progetto approvato nel 2018, che prevede una rotatoria davanti al passaggio a livello di Ferrovie Nord e il doppio senso in viale Garibaldi. Il 31 marzo scorso si è svolta un’assemblea pubblica sul tema, in cui l’amministrazione ha contestato le criticità del progetto AlpTransit e proposto delle soluzioni. In quell’occasione il presidente della provincia Marco Magrini aveva indicato il primo maggio come possibile data per il termine dei lavori sulla provinciale, con la conseguente riapertura al traffico.
60 tir al giorno
«Il doppio senso di marcia in via Garibaldi – dice il sindaco – significa togliere tutti i parcheggi di via Garibaldi e ridurre anche i marciapiedi. Noi su questo progetto stiamo combattendo da quattro anni, ritenendolo non idoneo per il nostro territorio». E poi ancora tutta la contrarietà dell’amministrazione: «Le risposte dalla Provincia sono sempre state di chiusura totale. Ora anche il consiglio comunale all’unanimità ha chiesto di modificare il progetto». C’è un dato in particolare che preoccupa il Comune, ovvero il passaggio stimato di 60 tir al giorno dal centro di Laveno, con il transito tra via Gaggetto e via Martiri della Libertà. «Sappiamo che questo incrocio è già difficoltoso da transitare con due auto, un mezzo pesante o due mezzi pesanti non transiterebbero». Il costo stimato per la città secondo l’amministrazione è di 300mila euro all’anno, con gravi disagi per la mobilità interna tra le frazioni.
L’alternativa
«Il 14 aprile abbiamo avuto un incontro in Regione Lombardia – sottolinea Santagostino – Provincia in quella occasione ha nuovamente risollevato una serie di difficoltà e di impedimenti alla modifica del progetto e alla non realizzazione della rotatoria come da noi chiesto». Ma il Comune ha avanzato una soluzione alternativa. «Si faccia l’intervento di svincolo minimo possibile per non sprecare risorse che non sia la rotatoria definitiva e che consenta anzitutto a Provincia di rispettare l’impegno che ha preso di riaprire la strada entro il primo di maggio. E in seguito, su un progetto che si farà carico il Comune di realizzare, lo studio di un nuovo svincolo che consentirà di aprire il passaggio a livello. Ora non resta che a Provincia mantenere il proprio impegno di aprire la viabilità».
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