«Stop al degrado nel cuore del paese». Le minoranze sollecitano la giunta di Dairago

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DAIRAGO – «Quali azioni si intendano intraprendere per favorire un intervento risolutivo della proprietà, anche attraverso eventuali solleciti formali o altri strumenti a disposizione del Comune»: è quanto chiedono in un’interrogazione alla giunta Rolfi i gruppi di minoranza di Dairago in merito alla situazione di degrado in via Garibaldi, presso l’ex sede del municipio (nelle foto sopra e sotto). Come osservano i consiglieri Milvia Borin, Manuela Bellegotti (UniAmo Dairago), Federico Olgiati e Roberta Ghislotti (Scelgo Dairago), l’area in questione «situata nel cuore del paese e a ridosso della principale arteria, è da anni in uno stato di abbandono e degrado visibile. Si tratta dell’area che in passato ospitava l’ex sede municipale, successivamente demolita in quanto pericolante, ma che oggi risulta solo parzialmente sgomberata, con una porzione del muro perimetrale ancora in piedi e un’area residua delimitata sommariamente da una rete di plastica arancione».

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Da anni l’area è esposta alle intemperie e lasciata priva di qualsiasi manutenzione. Tutto questo ha generato «crescita incontrollata della vegetazione, accumulo di rifiuti e materiali di risulta, un generale decadimento del decoro urbano, in contrasto evidente con la funzione rappresentativa e centrale della via interessata».

Replica della maggioranza sulla tariffa puntuale

Nei giorni scorsi, l’amministrazione comunale ha risposto alle critiche sollevate dalle minoranze sull’introduzione della tariffa puntuale sui rifiuti, definendola «una reazione scomposta e urlata». In particolare, il gruppo di maggioranza che sostiene il sindaco Paola Rolfi rinfaccia alle opposizioni di «non aver mai voluto la tariffa puntuale, sistema che penalizza chi non differenzia e produce più rifiuti indifferenziati.

«Per legge – argomenta Civica Dairago – la parte di Tari legata ai ritiri pre-assegnati deve coprire interamente i costi di raccolta e smaltimento dei rifiuti indifferenziati. Scrivere, come hanno fatto le minoranze, che “questa maggioranza si limita a coprire i costi del servizio” significa non conoscere la Tari, ignorare che è la legge a prevedere tutto ciò. Inoltre la loro affermazione “pagheremo tutti per molte più mastelle di quante ne abbiamo effettivamente esposte” è priva di fondamento. La scelta, per questo primo anno di applicazione, di definire il numero di ritiri pre-assegnati con un sistema misto (numero di svuotamenti nel 2024 e dati sulla produzione di rifiuti indifferenziati nel 2023), garantendo qualche conferimento in più, è una scelta di buon senso che permetterà, specie per chi non differenzia abbastanza, di adattarsi al nuovo limite; in ogni caso, tutti gli anni potrà essere ridefinito il numero di svuotamenti pre-assegnati».

«Benefici ambientali ed economici per tutti»

Per la maggioranza, l’unico aumento certo che ci sarà sulla Tari sono i 6 euro che il governo ha introdotto per finanziare l’erogazione del bonus sociale Tari per le utenze domestiche in condizioni di disagio economico. «Questo costo sarà addebitato a tutte le utenze, indipendentemente dall’Isee, compreso chi beneficerà del bonus. Questo cambiamento – conclude Civica Dairago – punta a incentivare ulteriormente la riduzione dei rifiuti indifferenziati, con conseguenti effetti benefici sui costi del servizio. I comportamenti virtuosi, grazie all’introduzione della mastella, hanno comportato anche un vantaggio economico (sempre negato dalle minoranze): 1.276,66 tonnellate di rifiuti indifferenziati in meno nell’arco di 6 anni, con un risparmio complessivo sulla Tari di 145.616,34 euro. Riducendo ulteriormente i rifiuti indifferenziati, i benefici ambientali ed economici potranno migliorare ancora di più».

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