Inchiesta di Milano, il sindaco Sala va avanti: “Per me mai un vantaggio”

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Beppe Sala, sindaco di Milano

MILANO – Milano rimane scossa dalla maxi-indagine della Procura che indaga su una presunta “degenerazione della gestione urbanistica” del capoluogo lombardo. Oggi, il sindaco Giuseppe Sala, anch’egli indagato, ha affrontato il Consiglio Comunale con un intervento atteso, esprimendo la sua posizione e difendendo l’operato dell’amministrazione.

“Non potrò essere breve e me ne rammarico. È un momento delicato per molti motivi che hanno a che vedere con la mia persona”, ha esordito Sala in aula. Ha descritto questi giorni come “confusi, in cui tutto sembra diventare oscuro, le certezze sembrano vacillare e anche le fisionomie più note sembrano confondersi”. Proprio per questo, ha sottolineato il bisogno di essere “chiarissimo”. Il sindaco ha ribadito il suo disappunto per aver appreso il proprio coinvolgimento nell’inchiesta dalla stampa e non direttamente dalla Procura. Ha enfaticamente dichiarato che ogni sua azione nei suoi mandati è stata “sempre esclusivamente basata sull’interesse dei cittadini e delle cittadine”, aggiungendo: “Non esiste una singola azione che possa essere attribuita a mio vantaggio”. Sala ha criticato apertamente quella che ha definito “certa politica” con “comportamenti sgraziati”, definendoli un “errore”. Ha avvertito che se l’obiettivo è ottenere “una fotonotizia”, può essere accettabile, ma “se lo fate per destabilizzarmi non avete possibilità, nella vita ho affrontato cose cento volte più gravi”. Il primo cittadino ha poi richiamato la sua maggioranza al dovere di “mantenere gli impegni presi con le elettrici e gli elettori”, ribadendo l’obiettivo di “tenere insieme sviluppo e aiuto a chi è in difficoltà”. Ha ammesso che “non tutto quello che abbiamo tentato è perfezione”, ma ha assicurato che la “traiettoria” è stata mantenuta.

Nonostante le pressioni del centrodestra per le sue dimissioni, come emerso nei giorni scorsi, Sala ha incassato l’appoggio degli esponenti locali del Partito Democratico. Alessandro Capelli, segretario del PD di Milano, ha dichiarato in una nota che la delegazione ha “ribadito al sindaco l’appoggio e il sostegno del Pd”, sottolineando la necessità di “segnali di cambiamento per rispondere ai nuovi bisogni della città”.

L’inchiesta e le verifiche in corso

L’indagine della Procura di Milano coinvolge ben 74 indagati e verte su una presunta “degenerazione della gestione urbanistica” da parte dell’amministrazione comunale. Gli uffici sarebbero stati “asserviti alle utilità di una cerchia ristretta ed elitaria”, piuttosto che servire l’interesse pubblico. Le novità si concentrano anche sulle aree demaniali, ovvero “pubbliche o ex pubbliche”, che secondo i pubblici ministeri potrebbero essere state cedute ai privati senza considerare l’interesse collettivo. Questo sarebbe avvenuto attraverso un “insieme numerosissimo di accordi di programma in variante”, lo strumento privilegiato, “conclusi ed attuati anche in fase di istruttoria amministrativa sulle proposte dei privati”. Una memoria dei pm elenca anche i progetti specifici sotto la lente d’ingrandimento: gli scali ferroviari, come quello di Porta Romana destinato al Villaggio Olimpico, le caserme e il progetto su piazzale Loreto. Nell’indagine entra anche la questione della riqualificazione dello stadio di San Siro.

Le indagini hanno già prodotto richieste di misure cautelari significative: arresti domiciliari per l’assessore alla Rigenerazione Urbana, Giancarlo Tancredi, che si è dimesso e il carcere per Giuseppe Marinoni e Alessandro Scandurra, rispettivamente presidente e vice della disciolta Commissione per il Paesaggio. Oltre al sindaco Sala, tra gli indagati figurano importanti imprenditori come Manfredi Catella (presidente di Coima), per cui sono stati richiesti i domiciliari, e Federico Pella (manager e socio della J+S) e Andrea Bezziccheri (fondatore di Bluestone), per i quali è stato richiesto il carcere. Bezziccheri, in particolare, è già noto per presunti abusi edilizi e gli sono stati trovati circa 120 mila euro in contanti durante le perquisizioni.

La maxi-indagine, che include anche il filone sull’architetto Giovanni Oggioni e altre due tranche, è in continua espansione. Durante le perquisizioni, inquirenti e Guardia di Finanza hanno sequestrato un’enorme quantità di materiale, tra cui PC, tablet, cellulari, documenti e mail, che ora è sotto esame.

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