Agesp, a Busto Arsizio è ora di risolvere i problemi della raccolta dei rifiuti

Credo che il nostro territorio meriti di meglio, soprattutto dopo quanto visto in Zona Industriale Sud Ovest nei giorni scorsi ed aver avuto modo anche di “sperimentare” le nuove condizioni operative che Agesp Ambiente per il Territorio Srl sta adottando sia per la raccolta relativa a prodotti indifferenziati che per quanto riguarda la raccolta di prodotti RAEE. Credo sia opportuno farsi delle domande su come mai si stiano verificando queste prolematiche. Al momento in cui scrivo, non so se sia o meno rientrato il problema RAEE, guardando sul loro sito internet, oggi 25 luglio 2025, alle 16.40 è ancora presente l’indicazione di “sospensione temporanea”: credo quindi sia ancora di fatto, un “allarme attivo” che lascia stupiti.
La prima, e credo la più ovvia, mi sconcerta solo per il fatto che il 5° Comune in Regione Lombardia, non abbia contemplato di avere più di una sola società/consorzio in elenco per lo smaltimento di prodotti RAEE e non solo! Lo stesso ragionamento potrebbe valere prossimamente sia per plastica, vetro, carta. Mi augurerei che il “prossimamente” non sia tra 6 mesi, ma che di fatto, e non solo come scusa, vengano veramente presi provvedimenti in modo dinamico e veloce.
I problemi dell’sola ecologica, al di là dei “mea culpa” del Sindaco, che dice di essere in ritardo, ma nello stesso tempo comunica esserci già un progetto per una nuova isola ecologica, quasi promettendo di risolvere il problema in tempi brevi, lascia spazio ad altre problematiche ben più gravi. Innanzitutto la speranza che la nuova isola sia di fatto più estesa ed ergonomicamente più “user friendly”. L’altro problema, che di fatto ha portato ed ancora attualmente NON è risolta in modo oculato ed efficiente e quella legata al “sacco indifferenziato azzurro”. Basta fare un giro a piedi per capire, corro per tutte le vie della zona industriale Sud-Ovest e a dire il vero, nell’ultimo anno e mezzo, la presenza di rifiuti indifferenziati di media dimensione, sacchi di ogni tipo e colore, soprattutto neri, gialli, rosa e azzurri si trovano ovunque senza contare rifiuti di plastica e polistirolo che non è altro che plastica autoestinguente, c’è quindi da chiedersi come mai stia accadendo tutto ciò.
A detta di molti cittadini che si sono visti rifiutare ingombranti che sino a qualche tempo fa era possibile consegnare presso l’isola ecologica, sono le misure restrittive applicate dalla Direzione Generale, e qui a questo punto mi chiedo vale più la pena trasformare la brughiera di Busto Arsizio in una discarica a cielo aperto oppure sarebbe il caso di accelerare e risolvere queste sgradevoli situazioni ovviando a TUTTI quegli inconvenienti che avete creato con l’adozione di questo sacco azzurro?
Posso capire che a qualcuno nella “stanza dei bottoni” non interessi molto poiché non abita in quel di Busto Arsizio ma credo che disporre di un polmone verde che pulito e sgombro da rifiuti sia un vanto non solo per i cittadini, ma anche per chi sa e si impegna per gestire correttamente l’economia circolare applicata ai rifiuti. Applicando finalmente in modo corretto, quella che dovrebbe essere la “vera “TARIP, ovvero la Tassa dei Rifiuti Puntuale che non significa puntuale solo nel tempo ma puntuale nel Servizio come nel costo effettivo per l’utente/famiglia in base a quanti Kg. di rifiuto produce annualmente. Questo è il reale concetto di TARIP!
Massimo Pinciroli

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