Forse è soltanto curiosità, ma la lettera a Malpensa24 di Eliseo Sanfelice, nella quale spiega perché ha acquistato un bosco, ha avuto migliaia di contatti. Più di un qualunque fatto di cronaca, anche i più sconvolgenti, com’è facile supporre accada quando il “mostro” finisce in prima pagina. Sanfelice è di Samarate, gestisce la Bacheca Civica ed è noto anche per questa sua attività. Ma l’argomento che ha voluto rendere pubblico non è di quelli che appassionano i frequentatori dei social e i lettori di un sito online. Tutt’altro. Per questo c’è da rimanere sorpresi in un contesto che generalmente sembra dimenticare e, quando non li dimentica li sottovaluta, l’ambiente, la natura e la loro salvaguardia.
La coincidenza con il 28 luglio, Giornata mondiale per la conservazione della natura, è un sostegno casuale quanto significativo alle tesi di Sanfelice e alla sua dichiarazione d’amore per il bosco. Rileggiamo: “ Farsi direttamente carico di un pezzo di terra totalmente destinato agli alberi, agli arbusti (e agli animali che ad essi fanno riferimento) è un investimento in ossigeno, in aria pulita per tutti; è uno stop a qualsivoglia idea di sfruttamento futuro a fini economici. E’ un gesto di gratuità a vantaggio del territorio e della salute dei suoi abitanti e dei suoi fruitori”.
Parole pregnanti, soprattutto perché quel “polmone verde” è all’interno del Parco del Ticino, della vasta area del Parco che, per paradosso, ospita Malpensa e i tanti insediamenti, strade, ferrovie e infrastrutture, che stanno attorno all’aeroporto. Sanfelice va in controtendenza all’idea di uno sviluppo incontrollato, necessario per tutto quello che sappiamo e che sarebbe pleonastico ripetere, ma appunto incontrollato, nonostante generi ricchezza, modernità e lavoro. Assieme a inquinamento e cemento e, per questo, non sempre sostenibile.
Dall’acquisto del bosco, ci arriva un segnale preciso. Molto più eloquente di quanto non riesca a fare certo ambientalismo, con proteste che finiscono per produrre gli effetti opposti a quelli desiderati. Ci si lamenta del dissesto idrogeologico e dell’incuria generale dei nostri boschi, ma nessuno se ne cura più, lascia (lasciamo) il sottobosco preda della trascuratezza e delle conseguenze che ne derivano. Spesso, troppo spesso, le istituzioni si disinteressano del problema e, a volte, si schierano dalla parte della speculazione. Poi ci sono cittadini che, come Eliseo Sanfelice, mettono mano al portafogli per un investimento a fondo perduto sul versante economico, ma molto remunerativo per il messaggio che diffonde. Al punto che la sua missiva spopoli nel web. Segno che abbiamo bisogno di riferimenti ed “eroi” anche in vicende apparentemente marginali, nella normalità delle cose.
Allargando il discorso è doveroso sottolineare che soltanto alcuni giorni fa, il 24 luglio, era l’Earth Overshoot Day 2025, cioè la Terra ha esaurito le risorse disponibili per il 2025, diversi mesi prima delle fine dell’anno. Se n’è parlato poco sui giornali e in tv: le “notizie” oggi sono altre. Ed è un discorso che può anche non c’entrare con il tema del bosco, benché è dai piccoli gesti che possiamo, tutti assieme, contenere i pericoli ambientali, climatici, meteorologici, sociali. Siamo idealisti, visionari o che altro? Il signor Sanfelice sembra viaggiare con merito fuori dal coro. Ma lo erano anche i poeti che hanno esaltato il bosco, Pascoli, Neruda, Lord Byron, per citarne alcuni. Scriveva Byron: “Vi è un incanto nei boschi senza sentiero”. L’incanto di perdersi per ritrovare se stessi. E le priorità della nostra esistenza.
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