Somma, in «standby» l’ampliamento della Secondo Mona. I nodi da sciogliere

Secondo mona somma lombardo

SOMMA LOMBARDO – È passato più di un anno e mezzo dall’ultima volta che l’ampliamento della Secondo Mona è stato tema di confronto a Somma Lombardo. Si discuteva, soprattutto, della perequazione all’interno del Piano attuativo, con l’ipotesi di acquisire dalla Curia il terreno adiacente al Santuario di Mezzana. Ma da allora, tutta la vicenda è rimasta in standby. Fino all’ultimo consiglio comunale, dove è arrivato un aggiornamento su un iter tanto lungo e dibattuto come quello dell’azienda gioiello della città. Tra le osservazioni della Soprintendenza e le modifiche al progetto originario – ridimensionandolo – che hanno rallentato tutto.

A che punto siamo?

È stato il consigliere Alberto Nervo (SommaSì) a chiedere aggiornamenti sull’opera: «In pompa magna si parlava dell’ampliamento, poi non è saputo più nulla», ha detto. Quindi, la replica dell’assessore all’Urbanistica, Francesco Calò: «La situazione è chiara. Secondo Mona ha presentato un progetto che poi il Comune ha preso in mano, mandandolo agli enti coinvolti per avere risposte». E ancora: «È risaputo che la Soprintendenza l’aveva bocciato, quindi i tecnici si sono attivati per formalizzare un altro piano». Una procedura che «non consiste solo nel mandare un pec, ma bisogna inserire sul portale edilizio tutta la documentazione. Che non c’è ancora. Quando verrà caricata (e ho sollecitato più di una volta), sarò io il primo a portarlo, perché si tratta di una variante al Pgt».

«In standby»

Chiarimenti anche dal sindaco Stefano Bellaria. Dopo le osservazioni presentate dalla Soprintendenza – che ha portato i tecnici della Secondo Mona a intervenire per sistemare i dettagli legati alle nuove esigenze maturate nel tempo – «l’azienda ha proposto alcune modifiche importanti al progetto originario». Di fatto, ha ricordato il primo cittadino, «lo ha ridimensionato». Con la diretta conseguenza che i documenti venissero ripresentati, seguendo un iter obbligatorio per inserirli nel portale («Ad oggi non esiste ancora una pratica caricata»). Successivamente «si faranno le ultime valutazioni, si convocheranno le Commissioni e poi il consiglio comunale per analizzare nel dettaglio la variante puntuale». Tutto ciò per dire che si è arrivati a una fase di «standby».

L’ipotesi parcheggio

L’ultima volta che si è parlato dell’ampliamento della Secondo Mona, l’attenzione era concentrata sulla perequazione all’interno del Piano attuativo. L’idea iniziale, infatti, era di acquisire la chiesa sconsacrata di Sant’Antonino e trasformarla in sala polivalente: ipotesi poi accantonata fra le polemiche. Durante la Commissione di gennaio era quindi emersa la nuova soluzione di acquisire una parte del terreno di fianco al santuario della Madonna della Ghianda, area a prato di proprietà della Curia che viene utilizzata come parcheggio in occasione di feste o eventi (il Giugno Mezzanese, ad esempio). Infatti era stata lanciata la possibilità di creare dei nuovi posteggi. Oppure di lasciare la zona com’è ora («Per questioni legate a temi di variante idraulica e allagamenti alla rotonda di fronte al benzinaio», disse l’assessore Calò).

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