La scuola materna di Rescalda: «Nessuna chiusura, dal Comune ricostruzione arbitraria»

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RESCALDINA Nessuna chiusura, né intenzione a chiudere. La scuola materna “Don Antonio Arioli” di Rescalda replica in questi termini, tramite una lettera firmata dal proprio legale e dal parroco don Enrico Vertemati, a quanto sostenuto dall’amministrazione comunale di Rescaldina sul proprio periodico istituzionale e ripreso da Malpensa24 in merito al futuro della storica scuola paritaria della frazione (nella foto).

Di seguito, le precisazioni fornite nella lettera.

«Ripensamento politico dell’amministrazione»

La presente in nome e per conto della Scuola Materna Don Antonio Arioli dì Rescalda, la quale mi rappresenta quanto segue:

1) In data 28 luglio 2025, sulle pagine del quotidiano on line MALPENSA24 è stato pubblicato l’articolo a firma di Andrea Accorsi recante il titolo «La giunta Ielo: “Ecco perché abbiamo ‘sfrattato’ la scuola materna di Rescalda”».

2) In tale articolo si legge testualmente: «La giunta comunale di Rescaldina riassume così le ragioni che hanno portato alla chiusura della scuola materna nella frazione di Rescalda», riportando a carattere maggiorato ed evidenziato, a mo’ di sottotitolo le seguenti parole «contratto mai regolarizzato» e riportando che «la scuola materna, inoltre sostiene di aver diritto a rimanere nei locali comunali in virtù di un vecchio contratto di locazione registrato nel 2006 e “riesumato” nel 2024» e che «il tacito rinnovo nella pubblica amministrazione non si applica da quasi trent’anni».

3) Ora, da quanto sopra, si evince che il giornalista firmatario dell’articolo ha la “certezza” della «chiusura della scuola materna» e che essa sia stata «sfrattata».

4) Sebbene l’articolo non contenga la denominazione esatta e per esteso della Scuola materna Don Arioli, la medesima è immediatamente individuabile, dato che è l’unica struttura di quel tipo sito nella frazione di Reacalda.

5) Si deve quindi sin da ora chiarire che:

– la Scuola in questione non è chiusa né è intenzionata a chiudere, contrariamente a quanto si legge nell’articolo.

– Essa non è stata destinataria dì alcuno sfratto né di alcun provvedimento di rilascio.

– La scuola materna Don Antonio Arioli occupa i locali di cui trattasi (ed è legittimata ad occuparli sino al 31 dicembre 2029) in forza di regolare contratto di locazione del 2006, contratto che non è stato affatto “riesumato” nel 2024, posto che il Comune incassa puntualmente l’affitto (che è stato regolarmente corrisposto) dal 2006 ad oggi.

6) La posizione del Comune, dettata da un mutato ripensamento “politico” in ordine all’uso della struttura (ripensamento che comunque non tiene conto del principio di pluralità della scuola sancito dall’articolo 33 della Costituzione italiana) non può in alcun modo violare i diritti civilistici della conduttrice (la scuola materna) allorché, proprio come nel caso in esame, l’amministrazione comunale si sia avvalsa dello schema privatistico del contratto di locazione, in riferimento al quale non si può nemmeno parlare di rinnovo “tacito”, come erroneamente indicato dal sindaco nell’articolo in oggetto, in quanto la durata e la protrazione del rapporto secondo le regole della locazione deriva direttamente dalla legge, come peraltro affermato anche da numerose sentenze della Corte di Cassazione

7) La scuola materna ha più volte, con lettere formali acquisite al protocollo comunale, fatto presente quanto sopra al Comune, il quale ha incredibilmente e volontariamente ignorato le buone ragioni della Don Arioli, ricorrendo alla stampa con affermazioni arbitrarie anziché ad un giudice (e tale fatto è evidentemente significativo), e costringendo la mia assistita già ad una precedente smentita di quanto apparso sul periodico comunale “Facciamo chiarezza”.

8) La posizione comunale è quindi radicalmente contestata dalla scuola materna mia assistita e ben lungi dai toni di certezza rappresentati nell’articolo (pubblicato senza contraddittorio della diretta interessata), essendo la vicenda ferma – allo stato – ad uno scambio di lettere stragiudiziali e nemmeno oggetto di alcun pronunciamento giudiziale (non avendo il Comune, insolitamente, nemmeno attivato alcuna iniziativa giudiziaria di accertamento delle sue asserite ragioni).

9) Che le “ragioni” del Comune non siano affatto accertate purtroppo l’articolo non dà conto, ed anzi, con il richiamo ad una chiusura e ad uno sfratto (entrambi inesistenti) ingenera nel lettore (e nei potenziali ed attuali utenti della scuola) la falsa convinzione di una cessazione della stessa, con immaginabile danno in capo alla mia assistita (soggetto ben riconoscibile alla lettura dell’articolo).

In considerazione di quanto sopra esposto, si chiede una, rettifica dei fatti, con risalto analogo a quello riservato all’articolo giornalistico, a cui la rettifica si riferisce, dandosi atto della posizione della mia assistita e della attuale liceità dell’occupazione dell’immobile di cui trattasi in forza del contratto di locazione.

Avv. Rossana Colombo

Don Enrico Vertemati

La giunta Ielo: «Ecco perché abbiamo “sfrattato” la scuola materna di Rescalda»

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