Nuovo palasport, Cassani: «Gli ecologisti difendono uno stagno che nessuno conosce»

La protesta e il sindaco Cassani

GALLARATE – Il presidio, il rospo insubre e lo stagno che c’è. Anzi, che è ignoto, come afferma il sindaco Andrea Cassani in risposta alle manifestazioni ecologiste. Sembra quasi l’incipit di una barzelletta, se non fosse che di mezzo c’è il rischio di ritrovarsi presto in un nuovo ginepraio come quello di via Curtatone. Ma andiamo con ordine, partendo da questa mattina, sabato 9 agosto, quando un gruppo di cittadini ha manifestato contro la costruzione della nuova struttura.

Il presidio

C’erano in via Curtatone e c’erano anche questa mattina per dire “no” al progetto del nuovo Palazzetto dello Sport. Un gruppo di ambientalisti ha sfidato il ritorno del solleone per esprimere i propri dubbi sul nuovo intervento.

Nei giorni scorsi, in difesa dell’ambiente e contro i lavori di realizzazione della struttura, si erano espresse – con un comunicato congiunto – diverse sigle ambientaliste. Tutte preoccupate per il futuro del Pelobate fosco insubrico, un anfibio rarissimo e autoctono della Pianura Padana, specie ormai a rischio, che secondo i firmatari della nota popola la zona umida della Moriggia, a due passi dal cantiere.

Difendono uno stagno che non c’è

Il sindaco Andrea Cassani ha risposto prontamente ai manifestanti:

«Questa storia – ha detto in sintesi il primo cittadino – che ricorda in parte la battaglia, finita com’è finita, di via Curtatone, ha diversi aspetti che fanno sorridere. Questi ambientalisti, o pseudo-ambientalisti, difendono uno stagno di cui non si trovano riferimenti in rete e che è ignoto a buona parte dei gallaratesi. Di quell’ambiente umido non c’è traccia né in rete né nel sito del Parco del Ticino. Ma non solo: difendono anche il Pelobate fosco, volgarmente detto rospo dell’aglio, il cui predatore è il riccio, cioè proprio l’animale per cui fu scatenata la protesta di via Curtatone».

E ancora:

«La cosa strana è che questi gruppi protestano per il palazzetto, ma nulla dicono del rumore prodotto dalla vicina piscina, affollata d’estate, e non si sono mossi quando qui è stato avviato un cantiere molto più grande dell’impianto che stiamo costruendo. Insomma, a questi ambientalisti voglio dire che noi, il rospo, non siamo certo disposti a ingoiarlo».

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