Una grande festa a Monteviasco per la partenza della funivia. La visita di Delpini

curiglia funivia monteviasco

CURIGLIA CON MONTEVIASCO – Sette anni. Non in Tibet, ma a Monteviasco, senza funivia. Isolati dal mondo e attaccati alla vita di questo pugno di baite che ha più affezionati del luogo che abitanti. E questa mattina, domenica 10 agosto, alla stazione di Valle, ai Mulini di Piero, con la ripartenza della funivia è stato scritto un pezzo di storia. Una nuova storia.

Corsa d’onore

È finito un capitolo carico di fascino e fatica: quello dei sette anni senza collegamento a fune, durante i quali hanno resistito una decina di abitanti e una sola attività di ristoro, il Vecchio Circolo, preso in gestione da Barbara e Roberto nel 2018, sette mesi prima della pandemia.

Inizia ora una nuova storia, che riannoda i fili con quelli precedenti alla tragedia. La scalinata che sale a piedi è sempre la stessa, dura, perché bisogna sudare per raggiungere questo angolo di paradiso. È ben tenuta dagli Alpini di Monteviasco, che questa mattina, insieme al comandante provinciale dei carabinieri Marco Gagliardo e al sindaco Nora Sahnane, hanno inaugurato la ripartenza della funivia.

La prima è stata la corsa d’onore: sono saliti gli “angeli di Monteviasco”. Quelli senza ali, ma con gambe toste, che per sette anni sono saliti a piedi al borgo per mantenere un contatto con i residenti e portare loro conforto e viveri. Ed è per questo che il comandante provinciale Gagliardo non è voluto mancare alla riattivazione della funivia. Era presente anche il presidente della Comunità montana Castoldi.

La scelta

La cabina gialla è stata certamente la regina della giornata. È partita vuota dalla stazione di monte e, quando è arrivata per caricare alpini, carabinieri e sindaco, l’emozione di chi assisteva è stata intensa. Il ricordo del sindaco Nora Sahnane è andato ai suoi storici predecessori Pierangelo e Ambrogio Rossi e anche a Silvano Dellea, vittima della tragedia.

Via alla prima corsa. Dopodiché c’è stato chi ha atteso la cabina e chi ha imboccato il sentiero a gradoni per godersi una camminata nel silenzio e nella pace che questa ascesa sa regalare. Obiettivo: arrivare alla frazione di Curiglia, dove c’è aria di grande festa.

L’arrivo di Delpini

Avrebbe voluto salire a piedi, poiché la sua prima visita a Monteviasco era stata fissata prima della notizia della ripartenza della funivia. Monsignor Mario Delpini, con Salomon da trekking ai piedi e veste porpora, prima di arrivare a Monteviasco è salito all’Alpone. Ai Mulini di Piero ha benedetto l’impianto rimesso a nuovo e gestito da ATM, dopo il lavoro realizzato da Regione Lombardia e Agenzia del TPL (presente con il presidente Galli), ed è poi salito al borgo per la santa messa nella chiesa dei Santi Martino e Barbara. Ad accogliere il prelato, un gruppo di giovani chierici che lo hanno accompagnato per le strade del borgo.

Lontano dal mondo, vicino ai cuori della gente

Sono stati sette anni complicati per chi ha deciso di non scendere a valle. Pochi e testardi. «Come i migliori becchi (i caproni ndr)» ha commentato un residente, che ha accolto come una benedizione la ripartenza dell’impianto. Sette anni durante i quali la piccola Monteviasco – che nemmeno è comune a sé e che quasi non si vede perché immersa nei boschi che ne celano la vista – ha capito di essere grande. Tanto grande da annullare le distanze tra questo pugno di baite e i cuori dei tanti affezionati di questo luogo che abitano in tutta la provincia e anche più lontano. Molti dei quali sono sempre saliti a piedi in questi anni per non interrompere il legame. Un filo che, possiamo dire, è un cavo d’acciaio: solido come quello che ha ripreso a tirare su e giù la cabina gialla.

La riapertura della funivia in un minuto

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