Non serve andare lontano per vivere un cammino autentico: basta seguire l’antica Via Francigena, attraversando le strade bianche della Val d’Arbia, le terme medievali di Bagno Vignoni, la Val d’Orcia e le faggete del Monte Rufeno, in un’Italia nascosta e profondamente identitaria. Nove percorsi, da 20 a 130 km, da Siena ad Acquapendente, offrono la possibilità di ritrovare sé stessi camminando con lentezza, senza cronometro né competizione. Un nuovo modo di prendersi cura del corpo e della mente, ma anche del territorio.
In un momento in cui camminare è diventato il nuovo yoga e il “turismo trasformativo” è una delle tendenze globali più in crescita, la Walking Francigena Ultramarathon, in programma l’11 e 12 ottobre con partenza da Siena, si candida come la risposta italiana al Cammino di Santiago. Ma con più storia e un’identità radicata nel presente. l’evento propone un’esperienza non competitiva che unisce il tratto toscano-laziale della Via Francigena a un viaggio interiore, paesaggistico e culturale. È un evento non competitivo che trasforma il tratto toscano-laziale della Via Francigena in un laboratorio di scoperta, resistenza e connessione con la natura e con sé stessi.

Il cuore della manifestazione sta nella sua filosofia ibrida: non è un evento sportivo, non è un pellegrinaggio religioso. È una sfida personale e collettiva. Lo confermano le motivazioni principali dei partecipanti, raccolte in un’indagine interna: passione per l’outdoor, la bellezza dei paesaggi e la voglia di mettersi alla prova. Ma soprattutto la condivisione.
La WFU ne valorizza il tratto più suggestivo: Toscana e Lazio in tutta la loro storia, tra le strade bianche della Val d’Arbia, i vapori delle terme medievali di Bagno Vignoni e i borghi intatti della Val d’Orcia. È l’Italia più pura, lontana dal turismo di massa, ma carica di patrimonio e bellezza. I percorsi sono nove, da 20 a 130 chilometri (in due giorni), da Siena ad Acquapendente, da percorrere a passo lento, senza cronometro, senza gara. È la nuova frontiera del wellbeing esperienziale: camminare è un lusso accessibile, e il vero premio è l’essere presenti.

Dagli 800 partecipanti nel 2024, l’obiettivo per il 2025 è di quota 1000 a dimostrazione che c’è una domanda crescente di esperienze lente, immersive, rigeneranti, che uniscano corpo e mente, natura e cultura, silenzio e comunità. Creativi in burnout, manager alla ricerca di detox mentale, giovani in cerca di autenticità, viaggiatori solitari che camminano per ritrovarsi. La WFU è diventata una community mobile, un network umano e umanoide dove la connessione si misura in passi, non in Giga.
Sì, la WFU è sostenibile. Ma non serve dirlo con l’indice alzato. La manifestazione attraversa 11 comuni e due regioni, seguendo il tracciato dell’antica Via Francigena, valorizzando territori marginali, piccole economie, riserve naturali. Attraversa aree protette, si appoggia su realtà locali, valorizza l’enogastronomia e si muove a impatto zero. Il progetto è organizzato con attenzione: segnaletica leggera, supporto di 250 volontari, 18 punti ristoro basati su eccellenze locali. Il risultato è un evento che non consuma il territorio, ma lo celebra. Cammini, ti guardi attorno, saluti chi ti affianca e scopri che stai facendo qualcosa di buono anche per il pianeta — senza doverlo gridare.
https://www.francigenaultramarathon.com
