La Lidl-Trek ha corso bene o male? È questo l’interrogativo più grande al termine della terza tappa (o forse sarebbe meglio chiamarla tappetta visto la distanza, 134 km, da juniores) della Vuelta a España. La squadra di Luca Guercilena ha tenuto in mano la corsa dalla partenza per cercare di portare alla vittoria Mads Pedersen, ma il danese ha dovuto accontentarsi della seconda posizione. La vittoria è andata al francese David Gaudu, 28 anni, francese, che nel palmares ha anche il 4° posto al Tour de France. Che il corridore della Groupama fosse in forma lo si era capito già ieri dal terzo posto di Limone Piemonte. Gaudu è uno scalatore e proprio questo, unito al terzo posto ottenuto oggi dalla maglia rossa Jonas Vingegaard potrebbero far pensare che la scelta tattica migliore per la Lidl sarebbe stata quella di lavorare per Giulio Ciccone, 4° al traguardo. Ma è proprio l’abruzzese a spegnere le eventuali polemiche: “Siamo partiti con un piano tattico ed era giusto seguire quello. Su questi arrivi è giusto correre per lui. Non bisogna avere rimorsi e abbiamo dato il massimo. Ci riproveremo ancora”. C’è anche da dire che Pedersen è vero che non ha vinto, ma gli è andato vicino. Non è sprofondato. E già nella quarta tappa avrà modo di cercare il riscatto.
Che curva
Gaudu, vincitore nel 2020 delle tappe della Farrapona e della Covatilla, è stato bravissimo a prendere l’ultima curva, strettissima a destra, all’interno. Un colpo d0’astuzia e di destrezza. “Questa Vuelta per me è iniziata molto bene. Che cosa posso fare ancora? Dopo le due tappe pirenaiche capirò se posso aspirare alla classifica o se sarà meglio puntare ad altri successi parziali. Per ora non voglio la pressione di pensare alla maglia rossa”.

Una giornata nata storta
Vingegaard con il terzo posto e i relativi 4 secondi di abbuono rafforza la sua leadership. Eppure la giornata per i Visma era iniziata male. Alex Zingle, caduto ieri, non era nelle condizioni di ripartire e alla squadra nella notte sono state rubate diciotto bici custodite sui mezzi parcheggiati al Novotel di corso Giulio Cesare, a Torino. Una volta partiti, però, i guai sono stati dimenticati. Curioso però l’atteggiamento tattico del danese. Allo sprint intermedio con secondi in palio si è lanciato in volata per braccare Giulio Ciccone sereno alla ruota di Pedersen. Davanti sono passati i fuggitivi, Verre e Quinn. Giulio e Jonas ,hanno chiuso al 4° e 5° posto, quindi senza guadagnare nulla. Certo uno sforzo relativo, ma strano. Tempo fa, in un ciclismo dove era facile “ricaricare le batterie” si cercava di risparmiare ogni goccia di energia per conservarle per i momenti decisivi. Oggi, in un ciclismo teoricamente più pulito, dove certe ricariche non si fanno più, non si bada a spese. Ogni traguardo è una guerra.

Uae nascosti
Chi non si è visto oggi, e non è detto che sia un male in ottica classifica, sono gli Uae, ovvero il portoghese Joao Almeida e lo spagnolo Juan Ayuso in maglia bianca di leader dei giovani. Finora i due si sono tirati fuori da questi arrivi convulsi. La loro Vuelta è probabile che inizi sui Pirenei, già giovedì ad Andorra. Lì si capirà anche chi sarà il capitano anche se Matxin, il responsabile tecnico del team, ha detto che i gradi spettano ad Almeida con Ayuso in appoggio.
Bene Bernal
Prosegue bene la Vuelta di Egan Bernal. Il colombiano, tenuto in alto da un Filippo Ganna alla ricerca della condizione migliore, ha. chiuso in 8a posizione. Anche per lui tra giovedì e venerdì vedremo quali saranno le sue aspettative. Male invece Tom Pidcock. Il britannico, ormai è appurato, non è un uomo da classifica ma se non si vede su questi arrivi, quando si vede?
Tiberi più sereno
Ieri a Limone Piemonte Antonio Tiberi era abbastanza arrabbiato per i 21 secondi persi. Non poca roba. Oggi, invece, è arrivato nel gruppo dei primi. “Questi arrivi a inizio di una grande corsa a tappe li soffro sempre molto, ma da adesso in poi le cose sono convinto che vadano meglio. Arrivano le tappe più adatte a me”. Ilk problema per lui potrebbe essere la cronosquadre di mercoledì a Figueres. La sua Bahrain potrebbe soffrire la sfida con Visma e Uae e perdere ulteriore tempo.
Terza tappa – Ordine d’arrivo e classifica
