Schlein a Varese attacca Meloni, condanna le svastiche: «Hanno perso e perderanno sempre»

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Elly Schlein saluta i militanti del PD

VARESE – Prima i volontari. «Questi volontari, che sono tantissimi, e che tengono vive le feste del Partito Democratico». La tensostruttura dei dibattiti è piena. Tanta gente in piedi ai bordi, ma Elly Schlein vuole salutare chi lavora dietro alle quinte alla Schiranna. Poi, dopo aver risposto alla stampa, il bagno di folla, la mano alzata per salutare tutti e il lungo applauso del popolo dem. E un «Ciao Varese», all’inizio del suo intervento sul palco. La segretaria “dedica” il primo passaggio agli imbrattatori: «La storia vi ha già sconfitto una volta e questa destra nostalgica continuerà a perdere. Ora vediamo chi si esporrà per condannare quanto accaduto qui a Varese alla Schiranna». Standing ovation.

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Tensostruttura strapiena

Tra i presenti qualche sorpresa

C’è tanto Partito Democratico della provincia di Varese, ma non solo il popolo dem. Militanti, ma anche tanti amministratori. Sindaci e assessori. Ci sono Davide Galimberti di Varese, Ilaria Pagani di Saronno, Nadia Cannito di Malnate. E poi assessori e consiglieri. Oltre al segretario provinciale Alice Bernardoni, quelli cittadini di Varese Manuela Lozza e di Busto Paolo Pedotti. Il senatore Alessandro Alfieri e il consigliere regionale Samuele Astuti.

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Bernardoni, Alfieri e Schlein

Presenti anche Stefano Tosi e Giuseppe Adamoli, storici esponenti del Partito Democratico. Ci sono anche Ivana Perusin e Stefano Malerba, vicesindaco e assessori nella giunta a Palazzo Estense, ma non tesserati del PD. Insomma, c’è il “campo largo”.

I passaggi politici di Elly

Elly Schlein invita l’Europa a far sentire la propria voce con ancora maggior forza per fermare, non gli Israeliani, «che hanno gli stessi diritti di vivere nella loro terra come i palestinesi», ma «Benjamin Netanyahu». E sull’Ucraina: «Non c’è una pace giusta se al tavolo delle trattative manca il Paese che è stato invaso». E su questi temi «Giorgia Meloni e questo Governo non stanno dicendo nulla».

E ancora, la segretaria si sofferma sulla questione dei contratti di lavori e dei salari, «e anche qui la destra è assente. Eppure non governano da ieri, ma da tre anni. La smettano di dare la colpa agli altri. E la smettano anche di tagliare su Sanità, Scuola e Servizi Sociali. Tagli che fanno male ai sindaci, a tutti i sindaci, e ai cittadini. Però abbiamo un ministro che fa di tutto tranne ciò che dovrebbe fare. Un ministro che taglia sulle manutenzioni delle strade e mette fondi per un ponte che è inutile».

La video intervista

Nel video realizzato e montato da Lorenzo Crespi, la video intervista a Elly Schlein

Le priorità del PD

Sono cinque. La prima: «La difesa della Sanità pubblica dai tagli e dalla privatizzazione strisciante del “modello Lombardia”. Servono medici e infermieri e noi abbiamo detto dove prendere 5 miliardi per le nuove assunzioni».

La seconda. La difesa della scuola pubblica e lì che «può ripartire l’ascensore sociale. E credere nella scuola pubblica significa iniziare a pagare di più i professori e ascoltare la voce degli studenti».

Il terzo. «Lavoro dignitoso. Il 31,5% delle donne impiegate lavora part time. Gli uomini sono l’8%. Bisogna contrastare il part time involontario, perché le donne spesso non hanno scelto questo contratto, sono obbligate ad accettarlo».

Il quarto. La politica industriale: «Investire sull’innovazione, ma anche sulla creazione e sulla difesa delle filiere produttive europee. E per questo ci vuole una politica industriale europee».

Il quinto. I diritti sociali e civili. «A destra tutti parlano di famiglia. Ma non c’è una sola famiglia. Tanti di loro parlano di famiglia che poi nemmeno loro hanno».

Il saluto di Bernardoni e Alfieri

Rapido il saluto alla platea di Alice Bernardoni e Alessandro Alfieri. Entrambi hanno condannato il raid notturno che ha imbrattato con svastiche e celtiche le strutture della festa. Poi Alfieri parte all’attacco contro «chi fa del PD la caricatura di un partito spaccato. Siamo una comunità che discute ma che quando decide si compatta». E ancora: «Attenzione – ammonisce infine il senatore – Una volta c’era il leghista buono e quello di Forza Italia buono. Oggi c’è un altro giochino e non facciamoci distrarre dai temi che mette in campo Salvini. Il cuore del potere è Giorgia Meloni ed è lei che dobbiamo attaccare».

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