Commercio, Gallarate sfida la crisi: «La città cambia pelle». Ecco i dati aggiornati

GALLARATE – Se dal General Report 2025 (a cura di Spazio indagine Varese, prodotto su richiesta degli Enti Bilaterali della provincia) risulta che la situazione per il Commercio è degenerata nel corso del 2024, c’è chi non ci sta e sfida la crisi. A suon di numeri. Lo fa Rocco Longobardi, assessore alle Attività Economiche in quota Forza Italia, presentando i dati aggiornati relativi all’andamento delle attività commerciali, artigianali, di somministrazione, dei servizi alla persona e delle strutture ricettive nell’ultimo anno. «Emerge con chiarezza che Gallarate non è una città che sta morendo, come a volte qualcuno semplifica», dice. «Ma una città che sta cambiando pelle».

I numeri

I numeri, dice Longobardi (nella foto a sinistra), sono «il frutto di un monitoraggio puntuale» e «raccontano una realtà diversa da quella spesso descritta in maniera superficiale o allarmistica». Nel senso che Gallarate è una città che «si trasforma, adattandosi ai cambiamenti del mercato e alle nuove esigenze dei cittadini e dei consumatori». Numeri alla mano: le attività di vicinato registrano 45 chiusure a fronte di 46 nuove aperture, «un saldo sostanzialmente in equilibrio». Mentre per quelle di somministrazione – bar, ristoranti, locali – si sono viste 19 chiusure e 17 nuove aperture, «con una sostanziale tenuta del comparto». I servizi alla persone – parrucchieri, centri estetici, attività di benessere, servizi specializzati – mostrano un +17 per le nuove attività, «segno di un settore in costante crescita». Infine, le strutture ricettive passano da 108 a 103, «con però un incremento dei posti letto disponibili: da 787 a 808». Dati che sono da leggere «con attenzione». E che «sfatano il luogo comune secondo cui Gallarate sarebbe una città in cui “tutto chiude”». Di più: «Certamente ci sono situazioni di difficoltà, casi di chiusura dolorosi e cambiamenti che richiedono attenzione da parte delle istituzioni, ma il quadro complessivo restituisce l’immagine di un tessuto economico in movimento, che resiste e sa rigenerarsi».

Un contesto più ampio

Per comprendere meglio dati, prosegue Longobardi, «occorre collocarli in un contesto più ampio: quello gallaratese è lo specchio di una dinamica che interessa il Varesotto, la Lombardia e l’Italia». I negozi tradizionali di vicinato «vivono una fase di difficoltà, dovuta alla concorrenza crescente dell’e-commerce e al cambiamento delle abitudini di consumo: sempre meno acquisti ripetitivi di base, sempre più acquisti programmati, digitali e selettivi». La sopravvivenza dei negozi passa quindi da «specializzazione, qualità, consulenza personalizzata e servizi aggiunti». Parallelamente, «cresce la domanda di settori legati all’esperienza e al tempo libero: ristorazione, intrattenimento, benessere, turismo, cultura». Sono comparti che «non solo generano economia, ma creano flussi di persone, vitalità urbana e socialità».
In questo scenario, Gallarate «beneficia anche dell’aumento del turismo provinciale: nel primo trimestre del 2025 le presenze in provincia di Varese sono cresciute del +10,3%, un dato significativo che alimenta l’indotto per bar, ristoranti, strutture ricettive e commercio legato alle esperienze». Di fatto la città «si trasforma: da negozi generalisti e di puro dettaglio, ci stiamo muovendo verso un mix più vario, fatto di attività ibride che uniscono vendita, artigianato, somministrazione e intrattenimento».

Il futuro

Ora l’amministrazione comunale vuole guardare al futuro, «accompagnando e guidando questa trasformazione con azioni mirate». Una strategia che punta a «sostenere il mix merceologico: favorire l’apertura di attività ad alto valore aggiunto, in grado di distinguersi e attrarre pubblico (artigianato creativo, food di qualità, attività culturali, servizi per il benessere e la cura della persona». Ma anche a «riattivare spazi vuoti: attraverso il monitoraggio sistematico degli immobili sfitti, stiamo mappando e promuovendo le opportunità presenti sul mercato, in sinergia con il Distretto urbano del commercio». L’obiettivo è «ridare vita a vie e piazze meno frequentate, stimolando l’arrivo di nuove attività».  Proprio grazie alla collaborazione con la rete dei Distretti del commercio, «Gallarate può partecipare a bandi e finanziamenti regionali, ottenendo risorse preziose per rigenerare spazi pubblici, migliorare arredi urbani e sostenere l’attrattività commerciale». Al centro anche gli eventi e la vitalità urbana: «Il commercio non può vivere isolato, ma deve essere parte di un ecosistema che include cultura, intrattenimento e ristorazione. Per questo stiamo lavorando a un calendario che porti persone in città in più momenti dell’anno, non solo durante le grandi manifestazioni». Fondamentale parte del monitoraggio: «Aperture, chiusure, canoni di locazione e nuove tendenze verranno seguiti con strumenti aggiornati, così da avere sempre un “cruscotto decisionale” affidabile su cui basare le scelte future».

Gallarate Online

Fra i progetti spicca “Gallarate Online“, che sarà attivato nelle prossime settimane. Si tratta di una piattaforma digitale che raccoglierà in un unico spazio virtuale tutte le informazioni utili per vivere la città: «Non un semplice strumento per le attività economiche, che avranno comunque un ruolo centrale e ben valorizzato, ma un portale completo, a servizio dell’intera comunità». Al suo interno troveranno spazio le attività di somministrazione, i negozi di vicinato, i servizi alle imprese e alle persone. Ma anche le informazioni utili per i cittadini e per chi arriva da fuori città. Oltre agli aggiornamenti su eventi, manifestazioni e principali iniziative. E sui rioni e i luoghi identitari della città. «Un vero e proprio ecosistema digitale, pensato come bussola per orientarsi tra le opportunità e i servizi di Gallarate, capace di dare visibilità a ciò che già esiste e al tempo stesso creare nuove occasioni di valorizzazione».

«Nuove opportunità»

Per Longobardi, quindi, «il commercio tradizionale affronta sfide difficili, ma allo stesso tempo nascono nuove opportunità, soprattutto nei settori legati alla qualità, ai servizi e all’esperienza». Conclude: «Il compito dell’amministrazione è di fare da regia a questo cambiamento, creando le condizioni perché le nuove idee trovino spazio, le vie del centro e dei rioni si mantengano vive e attrattive, e Gallarate resti il cuore pulsante della vita economica e sociale del territorio. Il commercio, ieri come oggi, è uno degli elementi che definiscono l’identità di Gallarate. Ed è proprio per questo che continueremo a sostenerlo, con l’obiettivo di trasformare le sfide in opportunità e di garantire alla città un futuro dinamico, vitale e competitivo».

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