VARESE – Rispetto ad una tendenziale stabilità del tessuto imprenditoriale provinciale nel corso del 2023 (+0,1% dal 2022), per il 2024 il terziario in provincia di Varese ha registrato un’importante flessione, che attraversa i tre principali macrosettori. Nel complesso, i più colpiti da questa nuova crisi risultano i settori dell’Industria (-453 unità locali, pari al -2%) e del Terziario (-356 unità locali, pari al -0,7%). Al 31 dicembre, la provincia di Varese conta un totale di 50.841 unità locali terziarie, più della metà delle quali afferenti al sistema dei Servizi (54,2%), l’unico comparto a risultare in crescita a fine anno. Il 2024 evidenzia un aumento delle succursali, specie di quelle con sede fuori provincia (+98 pari al +1,5%), ma le sedi d’impresa locali appaiono in crisi (-500 pari al -1,3%). E’ quanto emerge dal General Report 2025 a cura di Spazio indagine Varese, il focus su commercio, turismo e servizi è prodotto su richiesta degli Enti Bilaterali della provincia di Varese.
Quinta provincia della Lombardia
Al 31 dicembre 2024, Varese mantiene la posizione di quinta provincia della Lombardia, per numerosità di imprese terziarie (dopo Milano, Brescia, Bergamo e Monza e Brianza). Con le sue 50.841 localizzazioni attive, il territorio del varesotto convoglia il 7,0% delle aziende terziarie presenti in Lombardia, con un indice di specializzazione settoriale (0.98) inferiore solo a Milano (1.12) e Monza e Brianza (1.00).
All’interno della regione la diminuzione registrata in provincia di Varese (-0,7%) si attesta tra quelle di Lodi (-1,3%), Mantova (-0,8%) e quelle di Monza e Brianza (-0,3%) e Milano (-0,2%). Il quadro complessivo di crescita regionale del +0,1% è sostenuto prevalentemente, in termini assoluti, dallo sviluppo economico di Bergamo (+726 pari al +1,1%), Como (+549 pari al +1,5%) e Brescia (+415 pari al +0,5%). Positivi i riscontri anche a Lecco (+261 pari al +1,3%), Pavia (+233 pari al +0,8%) e Cremona (+139 pari al +0,7%). Sondrio mantiene una situazione di stabilità.
Le -356 realtà imprenditoriali emerse dal bilancio del varesotto sono prevalentemente concentrate nel distretto di Gallarate – Malpensa (-123 pari al -1,0%). Negativi i riscontri anche nel resto della provincia, soprattutto nelle zone dell’Area varesina (-71 pari al -0,5%) e dell’Area saronnese (-60 pari al – 1%).
Male il Commercio
Dopo l’ulteriore riduzione del tessuto imprenditoriale registrata nel 2023 (-190 pari al -1,0%), la situazione per il Commercio è degenerata nel corso del 2024. La crisi coinvolge sia la vendita al Dettaglio (-251 pari al -2,8%) che all’Ingrosso (-231 pari al -3,8%), mentre continua a crescere l’Online (+19 pari al +3%). Al 31 dicembre 2024, il commercio conta un totale di 17.442 localizzazioni attive in provincia di Varese (il 34,3% dell’economia terziaria locale). I dati provenienti dall’archivio Infocamere rilevano il bilancio negativo più severo dell’epoca post pandemica (-616 unità locali pari al -3,4%), in particolare per i settori del Tessile e abbigliamento (-160 pari al -6,1%), il più colpito in termini assoluti e percentuali, degli Autoveicoli (-134 pari al -4,8%), in crisi per la seconda volta nell’arco dell’ultimo quinquennio, e dell’Alimentare (-101 pari al -3,6%), in fase di progressiva riduzione dopo la parentesi positiva del 2021. Presentano contrazioni del tessuto imprenditoriale inferiori le restanti categorie analizzate: Sport e cura della persona (-51 pari al -2,6%), Elettronica e telecomunicazioni (-21 pari al -4,3%) e Casa e arredo (-16 pari al -1,1%), che torna a scendere dopo un 2023 stabile. Nel complesso delle Altre attività commerciali (-133 pari al -2,2%), si notano situazioni di instabilità prevalentemente nella componente al dettaglio del commercio ambulante.
Turismo in flessione
Anche il turismo ha subito il peggior calo imprenditoriale nell’era post pandemica. Dopo il forte aumento registrato nel 2021 (+3%), nel corso del successivo biennio l’indotto turistico ha subìto delle leggere flessioni (entrambe del -0,7%), tuttavia non così preoccupanti da pensare ad una crisi del settore, come invece preannuncia l’andamento del 2024.
Al 31 dicembre 2024, il turismo conta un totale di 5.825 localizzazioni attive in provincia di Varese (l’11,5% dell’economia terziaria locale). Nel corso dell’anno, il tessuto imprenditoriale locale è risultato in diminuzione (-106 unità locali pari al -1,8%), provato dalla congiuntura economica negativa che ha investito il territorio durante il secondo semestre. Il settore della Ristorazione (-132 pari al -2,5%) è protagonista di una flessione più importante di quella registrata nel 2023 (-83 pari al -1,6%), fondamentalmente a causa del crollo delle attività dei Bar e altri esercizi simili «senza cucina» (-111, pari al -5,3%). Viceversa, il Sistema di accoglienza (+27 pari al +6,8% continua a crescere, seppur a tassi inferiori rispetto al 2023, con un incremento discreto delle Strutture complementari (+25 pari al +10,2%).
Tra le restanti categorie facenti parte del comparto turistico, le Agenzie di viaggi rimangono stazionarie, dopo la modesta crescita registrata nel 2023 (+5 pari al +2,2%), così come il settore Convegni e fiere (-1 pari al -1,1%), a seguito di un 2023 già poco promettente (-3 pari al -3,3%).
Trainano i Servizi
Tengono invece i Servizi, nonostante la congiuntura economica. Nel corso dell’ultimo quadriennio, il comparto è stato determinante per il buon andamento del settore terziario, contribuendo al sistema economico del territorio con un totale di +1.106 unità locali (+4,2% dal 2020 al 2023), nonostante la congiuntura sfavorevole del periodo pandemico.
Al 31 dicembre 2024, i servizi contano un totale di 27.574 localizzazioni attive in provincia di Varese (il 54,2% dell’economia terziaria locale).
Il tessuto imprenditoriale del settore continua a crescere rispetto ai valori del 2023, registrando un incremento di +366 unità locali attive (+1,3%) da inizio anno, distribuite in modo pressoché equo tra i Servizi alla persona (+140 pari al +1,8%), i Servizi misti (+116 pari al +1,0%) e i Servizi alle imprese (+110 pari al +1,4%).
Tra le categorie analizzate, è il Terziario avanzato (+162 pari al +2,9%) a fornire il maggior apporto allo sviluppo del settore in termini assoluti, anche se l’incremento percentuale più importante è evidenziato dal settore Istruzione (+45 pari al +6,6%), in particolare nella componente relativa ai Corsi sportivi e ricreativi (+25,7%). Buoni i riscontri nel resto del comparto, ad eccezione della Logistica (-46 pari al -1,8%), che continua a manifestare una situazione generale di crisi, in linea con le tendenze registrate lungo il 2023 (-1,9%), dopo un triennio di stabilità.
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