BUSTO ARSIZIO – «Sovranista? Sì, lo rivendico. Difendere la nostra gente, la nostra economia e la nostra identità mi rende una pasdaran? Non è estremismo. È la missione stessa della Lega». Lo afferma Isabella Tovaglieri, europarlamentare di Busto Arsizio della Lega, che – citata dal direttore Vincenzo Coronetti nel suo editoriale “I pasdaran di Salvini in provincia di Varese” – interviene per chiarire la sua posizione “sovranista” nel partito di Matteo Salvini. «Il centralismo che soffoca libertà e imprese non è più solo a Roma ma soprattutto a Bruxelles – sostiene Tovaglieri – il sovranismo è la scelta più coerente per difendere autonomia e federalismo».
L’intervento di Isabella Tovaglieri
Sovranista? Sì, lo confesso. E non credo sia un insulto. In un momento storico in cui il centralismo che soffoca libertà e imprese non è più solo a Roma ma soprattutto a Bruxelles, è il sovranismo la scelta più coerente per difendere autonomia e federalismo: i principi che la Lega porta avanti da sempre.
Lo dice chi, il 15 settembre 1996 – seppur ancora bambina – era sul Po a salutare Umberto Bossi e la proclamazione dell’indipendenza della Padania. Da allora non ho mai cambiato idea: ho solo adattato toni e priorità.
Oggi la vera emergenza è la sicurezza, legata a un’immigrazione clandestina fuori controllo. Per questo non possiamo non dirci a favore della remigrazione: rimandare indietro chi non rispetta le leggi, chi delinque, chi porta pratiche incompatibili con la nostra civiltà, dalla sottomissione delle donne alla Sharia islamica. Lo rivendico con chiarezza, pur non avendo nulla a che spartire con diversi degli ospiti del Remigration Summit di Gallarate. E trovo ipocrita che quell’evento sia stato così demonizzato mentre regna un silenzio assordante sulle connivenze di certe forze di sinistra con un’organizzazione terroristica come Hamas, come sta documentando da giorni il quotidiano “Il Tempo”.
Se per difendere la sicurezza dei cittadini serve alzare i toni del dibattito politico, la Lega non si tira indietro. È lo stile che ci ha insegnato Umberto Bossi, che non aveva paura di battere i pugni sul tavolo e di usare parole forti pur di farsi ascoltare. Anche allora i custodi del politically correct si indignavano.
Non è la Lega che è cambiata: sono i tempi che richiedono un approccio diverso. Ma resta intatta la nostra concretezza, quella di un movimento che è nato come espressione del popolo prima ancora che come partito. E resta la stessa anche la nostra natura non dogmatica. Lo dimostra la libertà di coscienza che abbiamo sempre avuto al nostro interno sui temi etici. Io stessa non ho difficoltà a dire che sono favorevole a matrimonio e adozioni gay, ma contraria all’utero in affitto.
La Lega non è mai stata né di destra né di sinistra: è sempre stata, e resta, dalla parte del Nord, della libertà e del lavoro. E se oggi ci avviciniamo all’autonomia è grazie al fatto che Matteo Salvini ha trasformato la Lega da partito radicato al Nord a partito nazionale, che ha lavorato per il Nord rafforzandone le battaglie. Ecco perché, dato che ascoltiamo chi produce e chiede certezze, oggi il focus delle nostre battaglie non può che spostarsi a Bruxelles, dove tutti insieme ci opponiamo alle insensate misure che una folle ideologia green vorrebbe imporre alle nostre imprese: dallo stop ai motori endotermici nel 2035 alla legge sul clima che rischia di piegare l’agricoltura lombarda.
Qualcuno mi definisce “moderata”. E lo sono, se per moderati intendiamo quello che diceva Silvio Berlusconi: non chi non ha opinioni forti, ma chi sa esprimerle con razionalità e concretezza, con rispetto e spirito critico. È esattamente questo lo stile con cui porto avanti le mie battaglie.
E se questo significa essere “sovranisti pasdaran”, allora sì: rivendico con orgoglio questa etichetta. Perché difendere la nostra gente, la nostra economia e la nostra identità non è estremismo. È la missione stessa della Lega.
Isabella Tovaglieri, europarlamentare della Lega
