SESTO CALENDE – «Un utilizzo più moderato dei permessi retribuiti per gli amministratori comunali dipendenti». Lo chiede l’opposizione Siamo Sestesi, in uno dei 121 documenti – tra interrogazioni e mozioni – di recente presentate da Lega e Forza Italia. In questo caso, l’affondo della minoranza arriva a seguito dell’impegno di spesa assunto (con determinazione dello scorso 4 settembre) per il rimborso di oneri relativi all’assenza dal lavoro dell’assessore Leonardo Balzarini, per il periodo che va da giugno 2024 a giugno 2025. La cifra complessiva ammonta a 5.663 euro, da versare alla società Esseco, dove l’esponente della giunta è dipendente.
«Una spesa significativa»
Lega e Forza Italia si affidano al Tuel (Testo unico degli enti locali), che «stabilisce che gli amministratori locali dipendenti hanno diritto a permessi non retribuiti fino a un massimo di 24 ore lavorative mensili», si legge nella mozione. Lo stesso articolo (il 79 del D.Lgs. 267/2000) prevede inoltre che «quando i dipendenti scelgono di usufruire di permessi retribuiti per l’espletamento del mandato, il Comune debba rimborsare al datore di lavoro la quota corrispondente di retribuzione».
Nel caso di Sesto, il riferimento va all’assessore Balzarini: «Ha fatto richiesta di usufruire di permessi retribuiti, determinando quindi oneri diretti a carico del bilancio comunale». E l’ammontare di 5.663 euro «per un solo anno» viene definita una cifra «significativa», oltre a rappresentare «una voce di spesa che grava sulle risorse della collettività».
«Più moderazione»
Siamo Sestesi riconosce che si tratta di un procedimento avvenuto «nel pieno rispetto dei diritti riconosciuti agli amministratori locali», ma propone di «valutare un utilizzo più contenuto e responsabile dei permessi retribuiti, privilegiando quando possibile il ricorso ai permessi non retribuiti o altre forme organizzative». Quindi, la richiesta al sindaco Elisabetta Giordani e alla giunta è di «sensibilizzare l’assessore Balzarini e tutti gli amministratori dipendenti circa l’importanza di un uso moderato, per ridurre i costi a carico del Comune». Ma anche di «monitorare con attenzione l’entità dei rimborsi dovuti ai datori di lavoro, dando periodica comunicazione al consiglio comunale delle somme effettivamente erogate».
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