«“Sotto il cielo di Gaza” l’isolata insofferenza del sindaco di Casorate Sempione»

Casorate sempione acli gaza

Egregio Direttore,

venerdì 19 settembre è stata inaugurata a Casorate Sempione la mostra fotografica dal titolo “Sotto il cielo di Gaza” con scatti del fotografo palestinese Omar Al Qatta. Erano presenti, oltre alle ACLI, promotrici della mostra, Amnesty International, titolare delle fotografie, e le autorità civili e religiose del paese.

La mostra è ospitata nel recente palazzo Cattoretti (1923). Numerosa la partecipazione di pubblico all’inaugurazione, tant’è che molti sono rimasti in piedi o ammassati sulle scale. La nuova sala civica si è dimostrata insufficiente per eventi con ampio richiamo di pubblico.

Il professor Massimo Conconi, presidente della sezione ACLI di Casorate, dopo aver ringraziato Roberto Andervill, in rappresentanza di Amnesty International, le relatrici, il sindaco e il parroco, ha introdotto la serata con brevi, ma stimolanti interrogativi. 

Conconi ha poi passato la parola al sindaco il quale ha tenuto a ricordare di aver accettato l’invito a condizione che non venisse “stravolto il senso” della mostra; ha poi aggiunto che nel mondo sono in corso almeno cinquantotto guerre tra cui si è limitato a citare come esempio quelle in Siria, Yemen e altri Paesi del globo.

Conconi ha poi invitato Chantal Antonizzi di Amnesty Lombardia a prendere la parola. La relatrice ha illustrato come la persecuzione dei Palestinesi abbia radici lontane, fin dal 1948, sottolineando la continuità di atti persecutori di cui è stata fatta oggetto tutta la popolazione palestinese fino all’attuale catastrofe umanitaria di Gaza: una visione ad ampio raggio documentata da slide, numeri e statistiche. Quando la relatrice ha citato la Cisgiordania dove anche lì, pur con diverse modalità, è in atto da tempo la cacciata armata dei Palestinesi ad opera dei coloni israeliani, nel silenzio di una platea attentissima si è scandita l’isolata insofferenza del sindaco: per lo sconfinamento, secondo lui, dal tema e per la dilatazione dei tempi di esposizione. Non avevo mai visto, egregio Direttore, qualcuno del pubblico, specialmente rappresentante delle istituzioni, redarguire un relatore.

Superato l’incidente e portata a termine la prima relazione, è stata la volta della seconda relatrice Laura Silvia Carmen Irene Battaglia che attualmente dirige il master di giornalismo all’Università Cattolica e insegna all’Università di Bologna. L’ottica di questo secondo intervento è stata più concentrata sull’esperienza maturata sul campo, corredata di video drammatici e commoventi.

Il senso comunque di entrambi gli interventi, peraltro molto apprezzati, era teso a sostenere come i Palestinesi siano vittime di un destino crudele che li vede tragicamente immolati non solo alla propria causa, ma paradossalmente anche a quella israeliana, araba e occidentale. Tanta perfidia non può che scuotere le coscienze e suscitare sentimenti di solidarietà.

Amnesty sostiene la tesi del “genocidio” anche se non unanimemente condivisa; ma al di là delle definizioni verbali, è certo che si sta perpetrando ai danni dei Palestinesi una strage disumana con la volontà di impedire l’autodeterminazione di un popolo se non di sopprimerne la stessa esistenza. Nulla può giustificare un tale castigo.

Pertanto, l’attuale conflitto israelo-palestinese è difficilmente assimilabile alle altre cinquantotto o poco più guerre in corso perché non si tratta di una guerra tradizionale fra due contendenti che si fronteggiano; ma di un’azione pianificata – prima subdola e ora ferocemente palese – contro civili inermi.

Tuttalpiù la persecuzione contro i Palestinesi può essere assimilata a quelle contro i Curdi o altre minoranze etniche.

Dopo i due interventi e un breve dibattito, i convenuti si sono trasferiti al piano terra dove era allestita la mostra fotografica e dove i presenti hanno seguito il parroco nell’elevazione di una preghiera.

Il percorso fotografico mostra alcuni aspetti degli atti proibiti dalla Convenzione sulla prevenzione e condanna del crimine di genocidio e racconta il dolore della popolazione della striscia di Gaza, nonché la dignità con cui ogni giorno quegli sbandati cercano di trovare forza e speranza di fronte alle brutalità.

Per finire, il Circolo ACLI di Casorate Sempione in collaborazione con le associazioni locali Caritas, Girasole, La Ratera, Pro Loco, La Riviscera ha offerto un rinfresco dolce e salato sul cortile antistante palazzo Cattoretti, poiché il regolamento comunale vieta di mangiare e bere all’interno; ma, fortunatamente, il clima tardo estivo l’ha permesso.

La mostra fotografica rimarrà aperta gratuitamente fino a domenica 28 settembre e speriamo siano ancora molti i visitatori.

Nel ringraziarla per l’attenzione, porgo cordiali saluti a lei e a tutta la sua redazione

Alberto Crosta

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