Varese, con “Bridge” giovani migranti per le imprese che non trovano personale

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VARESE – Da un lato si vuole promuovere l’inclusione sociale e l’integrazione di giovani adulti migranti attraverso percorsi mirati di orientamento e formazione professionale. Dall’altro aiutare le imprese del territorio che fanno sempre più fatica a trovare personale tecnico qualificato. È duplice l’obiettivo del progetto “Bridge” promosso da Aslam, cooperativa sociale attiva nella formazione, orientamento e servizi al lavoro con due sedi sul territorio provinciale, a Somma Lombardo e Samarate. L’iniziativa è stata presentata oggi – mercoledì 24 settembre – a Villa Recalcati (nella foto sopra).

50 candidati

Quello che si è svolto nella sede della Provincia è stato l’Orientation day, ovvero il momento di incontro con i circa 50 candidati, selezionati principalmente all’interno dei Cpia (Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti) dell’area varesina e di alcune realtà di accoglienza presenti sul territorio. La giornata è stata aperta dai saluti del direttore dell’Ufficio scolastico territoriale Giuseppe Carcano, del viceprefetto aggiunto Federica Crupi e del presidente di Aslam Angelo Candiani. L’Orientation day è stata l’occasione per i partecipanti per conoscere nel dettaglio il progetto e interagire direttamente con gli orientatori di Aslam tramite colloqui di orientamento personalizzati. Incontri volti ad individuare il giusto percorso di studi in base a esigenze, livelli di conoscenza e attitudini di ciascuno. È prevista un’ulteriore tappa di orientamento a Malpensafiere il prossimo 1 ottobre.

Faciitare l’accesso al lavoro

Il progetto “Bridge”, sostenuto dalla Fondazione Villum, si propone di facilitare l’accesso al mondo del lavoro nei settori manifatturiero, artigianale e industriale a Varese e provincia. Comparti che stanno affrontando una netta carenza di personale con competenze tecniche in aree specifiche come la logistica e i trasporti, la meccanica, l’elettrico, la pelletteria, la saldatura e il legno-arredo. Il progetto si propone di colmare questo divario attraverso percorsi formativi finalizzati al conseguimento di una qualifica professionale riconosciuta e spendibile a livello nazionale e comunitario. “Bridge” si basa su un approccio di rete che coinvolge centri di accoglienza, Cpia, enti locali, aziende e associazioni di categoria, per garantire un supporto completo ai partecipanti.

Corsi di formazione

Possono accedere a “Bridge” candidati in possesso di licenza media, conseguita o da conseguire entro giugno 2026, con età compresa tra i 18 e i 35 anni. Punto chiave del progetto la creazione di una rete di supporto che garantisce un accompagnamento costante, dalla formazione fino all’inserimento lavorativo. Quindi corsi professionali della durata di 750 ore, di cui 250 in tirocinio, per favorire un apprendimento graduale e un’integrazione più efficace nel mondo del lavoro. Ma anche l’erogazione di borse di studio a sostegno delle persone più fragili e la possibilità per i partecipanti di proseguire gli studi accedendo a percorsi di istruzione successivi (Iefp, Ifts e Its).

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