Europolemica, Mantovani: «Non sostengo la Salis, gli ambigui sono i Popolari»

Mario Mantovani
Mario Mantovani

BRUXELLES – «Non sono io ad aver votato a favore dell’immunità alla Salis. Semmai sono i popolari ad avere una posizione ipocrita. L’europarlamentare di Fratelli d’Italia Mario Mantovani, tirato in ballo sulla questione dal deputato di Forza Italia Raffaele Nevi, non le manda certo a dire. E mette i puntini sulle “i”. Precisando anche che «l’immunità per un europarlamentare è una garanzia legata al mandato e non può essere utilizzata per coprire reati commessi prima di essere eletti». Ma facciamo un passo indietro.

Il voto cambiato

A bocce ferme, ovvero prima di entrare nel segreto dell’urna, sulla revoca dell’immunità a Ilaria Salis, sulla carta c’erano 14 voti favorevoli e 11 contrari. Nel segreto dell’urna spunta invece un 13 contro la revoca e 12 a favore. Così parte la caccia ai franchi tiratori. Ed è in questo momento che Nevi attacca Mantovani sostenendo che l’eurodeputato di Fratelli d’Italia ha sbilanciato il voto.

«Rispondo all’onorevole Raffaele Nevi – scrive in una nota Mantovani – che, ricordo di non avere mai incontrato. Lui ha dichiarato che a voto segreto chiunque può avere votato a favore dell’immunità di Ilaria Salis e rammenta che qualcuno avrebbe addirittura accusato il sottoscritto di averla sostenuta, evidentemente ravvedendone la possibilità. Nevi mente sapendo di mentire. Colgo anche l’occasione per informarlo che lo stesso relatore popolare -Adrian Lazara – ha inviato una reprimenda particolarmente aspra a Manfred Weber, Presidente del Partito Popolare Europeo, stigmatizzando il comportamento scorretto dei suoi stessi colleghi di gruppo che hanno votato contro la sua relazione. Lo invito a non nascondersi dietro un dito o dietro l’oscurità del voto segreto».

Gli ipocriti in Europa sono i popolari

Mantovani – europarlamentare del gruppo FdI-Ecr e vice presidente della Commissione Affari Giuridici infine aggiunge: «In Europa il rapporto consociativo tra Popolari e Socialisti è vivo da 50 anni e non è limitato alle sole immunità parlamentari. Tutte le peggiori normative europee degli ultimi anni – compreso il green deal, una sventura per la nostra economia – sono state volute e votate con il supporto complice del Partito Popolare. Il problema non è la segretezza del voto, ma l’ambiguità e l’incoerenza dei Popolari che in Europa devono decidere da che parte stare. Nevi dice che non sono stati i Popolari a votare a favore dell’immunità? Bene, lo sfido a dimostrarlo in Plenaria il prossimo 7 ottobre, dove ci aspettiamo di vedere un voto compatto del Partito Popolare per la salvaguardia dello Stato di diritto, contro la concessione dell’immunità dell’On. Salis per fatti di violenza ed a favore della legalità e della giustizia».

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