Garlasco: l’ex procuratore Venditti ricorre al Riesame contro le perquisizioni

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L'ex procuratore di Pavia Mario Venditti

GARLASCO – Il terremoto giudiziario scatenato dall’inchiesta per corruzione in atti giudiziari rispetto alle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco 18 anni fa e per la cui morte è stato condannato l’allora fidanzato Alberto Stasi, non accenna a placarsi, anzi, si sposta sul fronte difesa. Gli avvocati di Mario Venditti, l‘ex procuratore di Pavia finito sotto indagine per aver archiviato la posizione di Andrea Sempio nel caso Garlasco, oggi nuovamente indagato per il delitto, ha annunciato battaglia. L’avvocato Domenico Aiello, che assiste il magistrato ora in pensione, sta preparando il ricorso al Tribunale del Riesame contro il provvedimento di perquisizione e sequestro eseguito venerdì scorso.

L’azione della difesa è la prima mossa concreta dopo le perquisizioni a tappeto che hanno coinvolto le abitazioni di Venditti a Pavia, Genova e Campione d’Italia, oltre a quelle di due ex carabinieri e della famiglia Sempio. L’obiettivo è chiaro: contestare la legittimità del decreto emesso dalla Procura di Brescia che ipotizza un accordo illecito per scagionare Sempio.

L’accusa: 20-30 mila euro per un’archiviazione

Il cuore dell’accusa che ha travolto Venditti è l’ipotesi che l’ex procuratore abbia ricevuto una somma oscillante tra i 20 e i 30 mila euro per archiviare l’indagine a carico di Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi. Sempio, la cui posizione era stata archiviata già due volte negli anni passati, è tornato oggi a essere indagato dai PM di Pavia dopo il rilancio dell’inchiesta. Secondo le indiscrezioni trapelate, l’attenzione degli inquirenti si è concentrata sulle anomalie investigative e sui movimenti finanziari anomali della famiglia Sempio, elementi che farebbero pensare a un pagamento in nero, come il biglietto trovato a casa Sempio che parlerebbe proprio di quella cifra per l’archiviazione. L’inchiesta di Brescia intende stabilire se, e in che misura, le omissioni nelle trascrizioni delle intercettazioni e la gestione anomala dei contatti tra Sempio e i carabinieri che assistevano l’allora Procuratore Venditti, abbiano di fatto favorito l’archiviazione del giovane in cambio di denaro.

La difesa: “Venditti è innocente”

Dall’altra parte, la difesa respinge con forza ogni addebito. L’avvocato Aiello è al lavoro per smontare l’impianto accusatorio, partendo proprio dal ricorso contro l’atto che ha dato il via alla massiva attività di ricerca prove. Interpellato sulla vicenda, l’ex Procuratore Venditti ha mantenuto una linea ferma, dichiarandosi innocente. Il magistrato ha affermato di non aver mai preso denaro in tutta la sua lunga carriera, respingendo l’ipotesi di corruzione come infondata e lesiva della sua integrità professionale.

Il ricorso al Riesame è atteso nei prossimi giorni.

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