Fagnano, Solidarietà e Progresso: «Paese immobile. Sindaco le scuse sono finite»

fagnano sindaco apollo
Nel riquadro i consiglieri Meraviglia e Farè

FAGNANO OLONA – Il gelato, refrain che Siamo Fagnano ha utilizzato per illustrare il proprio programma nell’ultima campagna elettorale, secondo l’opposizione di Solidarietà e Progresso si è sciolto da tempo. Al punto da sostenere che «l’amministrazione Baroffio è arrivata al capolinea delle promesse mancate».

Il Dup ai raggi X

Il Documento Unico di Programmazione (DUP), che traccia le linee strategiche dei prossimi tre anni, presentato nell’ultimo consiglio comunale, è lo spunto per martellare l’amministrazione. «Il vero punto politico – scrivono i consiglieri Paolo Faré e Greta Meraviglia – a un anno dalla fine del mandato, è stato un inevitabile bilancio: cosa ha realmente fatto l’amministrazione Baroffio in quattro anni? La risposta è sotto gli occhi di tutti: poco o nulla».

E snocciolano l’elenco dei punti che avrebbero dovuto essere il fiore all’occhiello di Siamo Fagnano. «Il Sindaco, in ordine sparso, aveva promesso: l’acquisto e la ristrutturazione del Cinema Apollo;  la costruzione della palestra comunalela rimessa in funzione dei campetti di via De Amicis; il rilancio di Geasc con ritorno agli utili; il contenimento della spesa corrente e la revisione del PGT con tanto di polo sportivo e parco al posto dell’attuale campo da calcio».

Non c’è tempo per fare tutto

«A oggi, nulla di tutto questo è realtà. Anzi, molto è stato abbandonato. Dire oggi che “manca ancora un anno e i risultati arriveranno presto” fa francamente sorridere.
O meglio, fa arrabbiare – prosegue la nota ufficiale del gruppo consigliere – Perché pensare di completare in un solo anno ciò che non si è stati in grado di avviare o portare a termine in quattro è un’illusione, se non addirittura una presa in giro per i cittadini. Insomma, il famoso programma elettorale basato sui “10 morsi” del gelato, si è praticamente sciolto al sole, lasciando solo una lunga scia di promesse rimaste lettera morta».

Opere pubbliche: tra incompiute e sprechi

Secondo Solidarietà e Progresso poi «il quadro delle opere pubbliche è a dir poco imbarazzante. L’esempio della mensa scolastica della Bergoro è lampante: 2 milioni e 200 mila euro spesi per un’opera che, a distanza di anni, non è ancora terminata, e che quando lo sarà lascerà comunque un problema aperto, visto che non è prevista una vera cucina interna. Un’opera lenta, costosa e che rischia ulteriori costi extra».

Non va megli se ci si sposta alla Colonia elioterapica: «Non é ancora stata completata. Oltre agli interventi sulle piste ciclopedonali in alcuni casi sembrano una barzelletta (vedi via Pasubio) più che un’opera utile. E intanto il tempo passa».

Il capitolo Geasc

Il fiore all’occhiello che, nelle parole dell’assessore Michelon, avrebbe dovuto tornare a fare utili e a “non pesare più sulle casse comunali”. La realtà è opposta: aumenti di tariffe scaricati sulle famiglie, un servizio peggiorato, un Bilancio che chiude in passivo e che rischia di peggiorare nei prossimi anni. In altre parole, un buco che graverà ancora di più sulla spesa corrente del Comune».

La resa dei conti

Infine la nota conclude: «Oggi Baroffio e i suoi assessori cercano di minimizzare, parlando di “difficoltà esterne” e invitano alla pazienza. Ma la realtà è che questa amministrazione ha fallito. La realtà è che hanno ereditato un Comune con più di 5 milioni di avanzo di amministrazione, opere avviate e margini di manovra, e dopo quattro anni lascia dietro di sé solo incompiute, aumenti, sprechi e un bilancio sempre più fragile. Qualcuno la responsabilità deve prendersela. E non con giustificazioni da scaricabarile. Le scuse, come i gelati, sono finite».

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