Giornata della memoria e dell’accoglienza, sindaco e scuole di Legnano a Lampedusa

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LEGNANO – Oggi, giovedì 2 ottobre, in piazza Castello a Lampedusa è in programma l’incontro “Tracce di memoria, semi di futuro” nell’ambito del programma della XII Giornata della memoria e dell’accoglienza (30 settembre-3 ottobre). La Giornata è stata istituita a ricordo del naufragio in cui, il 3 ottobre 2013, al largo dell’isola persero la vita 368 migranti. Per la terza volta vi partecipa anche il Comune di Legnano, quest’anno insieme con 15 studenti degli istituti superiori Bernocchi e Dell’Acqua e due loro docenti; oggi e domani sera, per l’occasione, Palazzo Malinverni si colora di arancione, il colore dei fumogeni utilizzati come ausilio per aiutare gli elicotteri di soccorso a individuare una barca in difficoltà.

Al tavolo di discussione di questa sera alle 21.30 interverranno Lorenzo Radice, sindaco di Legnano e presidente di Ali-Autonomie locali italiane Lombardia; Claudia Pratelli, assessore a scuola, formazione e lavoro di Roma; e Pietro Bartolo, già europarlamentare e medico di Lampedusa. I dettagli dell’evento su https://www.comitatotreottobre.it/. Domani, venerdì 3, in mattinata Radice parteciperà al momento di raccoglimento presso la Porta d’Europa con i sopravvissuti ai naufragi, gli studenti e la comunità locale e, a seguire, alla deposizione della corona in mare.

Radice: «La priorità si chiama integrazione»

Nel suo intervento di stasera, Radice sarà chiamato a intervenire sul ruolo giocato dai Comuni nell’accoglienza e nella trasformazione della memoria in pratiche civiche. «Io non intendo la memoria come una forma sterile di nostalgia – precisa il sindaco  – la memoria deve essere piuttosto lo spunto per scrivere la nostra storia, quindi per delineare un progetto di futuro. Voglio paragonare in questo processo l’ente Comune a una fabbrica in cui la materia prima che entra è, appunto, la memoria e il prodotto in uscita un’azione comunitaria condotta da cittadini consapevoli. In questo senso il Comune gioca un ruolo di abilitatore: crea le condizioni per cui la memoria possa passare, attraverso una narrazione veritiera, ai cittadini che costruiranno una dimensione umana e solidale capace di mettere al centro la dignità di ogni vita e il valore insostituibile della vita stessa».

I progetti del Comune tra memoria e futuro

Alcuni esempi di questo impegno dell’istituzione comunale sono i diversi progetti che hanno preso vita in questi anni: da quelli contro la violenza sulle donne a cura di Auser Filo Rosa a “Passi di legalità”, il programma di azioni per promuovere la legalità e contrastare le mafie realizzato con Libera; dalle attività finalizzate alla conoscenza della Costituzione e dei suoi valori svolte con Anpi nelle scuole di ogni ordine e grado a “Semi di Lampedusa”, il progetto condotto insieme con il Comitato 3 ottobre in alcune scuole superiori del territorio per informare e sensibilizzare sui fenomeni migratori e sull’accoglienza.

Conclude Radice: «Partendo dalla memoria dei fatti, in questo caso del 3 ottobre 2013, dalle morti in mare di 368 persone, è nostro dovere riflettere sulle politiche migratorie e pensare a un altro modello di accoglienza che ribalti lo schema basato su controllo, accoglienza e integrazione trasformandolo nella sequenza integrazione, accoglienza e controllo. Occorre quindi passare dall’ossessione di proteggere i confini all’ossessione di proteggere le persone. Dal ricordare le vittime, quindi, in questo come in altri ambiti, dobbiamo passare al fare: fare perché non ci siano più vittime».

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