Giro di Lombardia,Tadej come il grande Fausto. Paragone possibile?

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Fausto Coppi

Tutto come previsto: Tadej Pogacar vince a Bergamo il quinto Lombardia consecutivo ed eguaglia Fausto Coppi. Certo, lo sloveno li ha conquistati uno in fila all’altro e questo è un record perché il grande Fausto ha trionfato  nel 1946, 1947, 1948, 1949 e 1954. Però è giusto, anzi doveroso, ricordare che Coppi si era trovato la carriera interrotta dalla Seconda Guerra Mondiale. 

Facciamo un passo indietro. Il 9 novembre 1942, ovvero due giorni dopo il Record dell’Ora stabilito al Vigorelli, Coppi, caporale del 38º Reggimento di fanteria della Divisione Ravenna, riceve l’ordine di partire per la Tunisia. Il 13 aprile 1943 Fausto viene catturato dagli inglesi a Capo Bon, il 17 maggio internato nel campo di concentramento di Medjez el Bab. La prigionia si conclude solo il 1º febbraio 1945, quando ad Algeri viene imbarcato sul piroscafo Città di Orano in partenza per Napoli. Le corse ciclistiche riprenderanno solo nella primavera del 1946. In pratica il Campionissimo vinse il suo primo Lombardia a 27 anni (guarda caso l’età che ha oggi Pogacar), dopo uno stop di ben tre. Questo per dire che un paragone tra i due fenomeni è possibile esclusivamente in termini numerici. 

Oggi, alle spalle del campione del mondo, ma a ben 1’48”, finisce ancora Remco Evenepoel che alla viglia si era sbilanciato affermando che il finale era più adatto a lui, che lo favoriva. Peccato che sul Passo di Ganda, Pogacar se l’è tolto dalla ruota con una facilità apparentemente irrisoria. Gli era davanti, ha dato quattro pedalate e saluti alla bella compagnia. 

Terzo posto per l’australiano Michael Storer e quarto per Quinn Simmons. L’americano ha fatto una corsa da grandi applausi: in fuga dal km 0 è stato ripreso solo a 34 km dal traguardo. Da applausi anche il francese Paul Seixas. Perché? Perché ha solo 19 anni e arrivare settimo in questa corsa, dopo il bronzo europeo di domenica scorsa, vuol dire avere davanti enormi prospettive. Tanto per capirci Mark Finn, il campione del mondo under 23, il Lombardia non lo ha nemmeno corso. 

E gli italiani? Ganna ha fatto una corsa generosa, forse anche troppo. Poi, certo, che se un campione del suo calibro deve lavorare per Victor Langellotti forse qualcosa non quadra. Ma in Ineos sono tutti scienziati del ciclismo. Al traguardo il primo dei nostri è stato Christian Scaroni, 15° a oltre 5 minuti. Subito dopo, con lo stesso tempo, Davide Piganzoli. Per loro in queste corse i primi sono ben lontani. Su un altro pianeta.

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