MILANO – E’ caduta a pezzi questa mattina, 14 ottobre, la potente rete del narcotraffico che, per un anno intero, ha inondato la Lombardia di cocaina importata direttamente dal Sud America. Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Milano, assieme agli investigatori dello SCICO, hanno eseguito misure cautelari – ordini di cattura in carcere e ai domiciliari – su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia. L’accusa è pesante: associazione criminale armata, capace di gestire un flusso di droga stimato in oltre milioni di euro.
L’Asse nero: Locride, Camorra e cripto-comunicazioni
Il blitz ha decapitato un’organizzazione con radici ben salde nella ‘ndrangheta. Il gruppo criminale, composto da elementi legati alle ‘ndrine della Locride (tra cui Papalia-Carciuto, Marando-Trimboli e Barbaro ‘U Castanu), non solo dirigeva e finanziava il traffico internazionale, ma dimostrava un’impressionante capacità di alleanza. Gli inquirenti hanno scoperto un “rapporto” d’affari con un gruppo di matrice camorristica, satellite del temuto clan Di Lauro di Napoli, oltre a contatti con figure criminali albanesi. Per mantenere segreti i loro affari multimilionari, i narcos utilizzavano apparati di messaggistica criptata, un dettaglio che svela la modernità e la pericolosità del sodalizio smantellato. La cocaina arrivava dal Sud America e finiva direttamente nelle piazze di spaccio lombarde. Le operazioni di perquisizione sono tuttora in corso a Milano, Pavia e Reggio Calabria, con l’impiego di unità cinofile specializzate, a caccia di ulteriori prove e denaro contante.
Il dramma silenzioso della cocaina in Lombardia
L’indagine non fa che confermare un dato allarmante: la Lombardia non è solo il punto d’arrivo della droga, ma anche la sua principale consumatrice. La forte domanda sul territorio alimenta direttamente il business delle mafie come la ‘ndrangheta. Storicamente, la regione si attesta tra quelle con i più alti tassi di consumo di cocaina in Italia. In alcune rilevazioni, si è registrato un consumo che supera le medie nazionali e in aree specifiche, come la Bassa Bergamasca, è emerso un consumo pro-capite di cocaina superiore a quello di grandi città europee come Milano, Berlino e Zurigo. Sebbene le statistiche precise varino, il trend generale e l’entità dei sequestri indicano chiaramente una fortissima penetrazione della sostanza. A fianco della cocaina, resta dominante l’uso di cannabis (un consumo che in passato ha toccato il tra la popolazione generale, in linea con i dati nazionali).
