BUSTO ARSIZIO – «Dateci più soldi» avevano chiesto i sindacati. Adesso la giunta ha allargato i cordoni della borsa: sul piatto ci sono circa 800mila euro per rimpolpare il Fondo per il salario accessorio, che è quella quota di risorse che l’ente mette a disposizione per gli incentivi alla produttività e per le indennità dei funzionari. «Così colmiamo il gap retributivo rispetto ai comuni vicini – sottolinea l’assessore al personale Mario Cislaghi – per evitare le fughe del personale che hanno interessato il nostro organico in questi anni».
Lo stanziamento
Ieri, 15 ottobre, la giunta ha approvato la delibera proposta dall’assessore Cislaghi che, si legge in una nota di Palazzo Gilardoni, «mette fine alle penalizzazioni retributive imposte ai dipendenti comunali dall’indagine della Corte dei Conti (di quasi vent’anni fa, ndr) e dal conseguente blocco del fondo risorse decentrate: l’amministrazione Antonelli ha infatti autorizzato l’incremento delle risorse stabili decentrate in base a una norma approvata di recente». È la legge 69 del 2025, che ha sbloccato, per i «Comuni finanziariamente virtuosi» come Busto Arsizio, la possibilità di rafforzare gli incentivi a disposizione del personale.
Il blocco
«Avremmo voluto dare questi soldi negli anni precedenti ma non potevamo» ammette il sindaco Emanuele Antonelli. L’aumento del Fondo per il salario accessorio «non è una tantum, ma rimarrà costante anche in futuro» con l’obiettivo dichiarato di «valorizzare il personale, efficientare i servizi e creare valore pubblico – sottolinea l’assessore Cislaghi – ci permetterà di tornare ad essere un Comune attrattivo e quindi di assumere risorse umane in un contesto in cui servono sempre maggiori competenze per affrontare le sfide progettuali, tra cui quelle della transizione digitale, a cui l’amministrazione è sempre più spesso chiamata». Gli effetti negativi della vicenda nata dall’ispezione della Ragioneria Generale dello Stato circa un ventennio fa si fanno ancora sentire sugli stipendi del personale comunale di Busto Arsizio, più bassi rispetto alla media. Con il risultato che, una volta assunti e formati, spesso i dipendenti finiscono per “scappare” in altri enti dove vengono retribuiti meglio.
Stipendi più “pesanti”
Di fatto, la somma di circa 800mila euro stanziata dalla giunta si tradurrà in un aumento di stipendio per i 419 dipendenti comunali assunti a tempo indeterminato personale e in un aumento delle indennità delle “posizioni organizzative”, i funzionari che coordinano gli uffici. L’articolazione effettiva degli incentivi verrà discussa domani, 17 ottobre, in commissione trattante, nel confronto tra l’amministrazione e i rappresentanti sindacali dei lavoratori. «Confido nel confronto costruttivo e nella condivisione delle decisioni – fa sapere Mario Cislaghi – i sindacati hanno sempre sottoscritto all’unanimità gli accordi a favore dei dipendenti». Erano state le sigle CSA, CISL e UIL a sollecitare nelle scorse settimane il ricorso alla nuova legge per rimpolpare il Fondo. Inoltre, annuncia l’amministrazione, «nell’ottica di migliorare i servizi erogati alla cittadinanza, verrà implementato il sistema di valutazione della performance, che permetterà di valutare più puntualmente il contributo di ciascun dipendente al raggiungimento degli obiettivi e quindi di valorizzarne il merito».
Cislaghi sta con Zangrillo
«L’ente non è solo una macchina. È fatto di persone, ognuna con le sue competenze e il suo impegno – rimarca l’assessore al personale – in un momento storico così complesso abbiamo la responsabilità di dedicare loro la massima attenzione». Cislaghi, da storico sindacalista, non nasconde di fare «il tifo per il ministro della pubblica amministrazione Paolo Zangrillo» che ha proposto di allineare tra le retribuzioni dei dipendenti degli enti locali e con quelli delle Regioni e degli enti statali. «Ha colto nel segno, spero che convinca il ministro Giorgetti anche a rinnovare il contratto nazionale che è scaduto dal 2022». E nella commissione trattante di domani si discuterà anche di welfare integrativo per il benessere organizzativo del personale.
«Dateci i soldi». I dipendenti comunali di Busto battono cassa per la produttività
