VARESE – Solo i casi più eclatanti, quelli di patrimoni dilapidati, vite e intere famiglie rovinate, al punto di arrivare anche al tragico finale del suicidio emergono e arrivano alla ribalta delle cronache. Ma quanto è ampio il fenomeno – bisognerebbe dire la piaga – del gioco d’azzardo?
C’è un dato che fa davvero riflettere: il 67% della popolazione italiana tra i 18 e gli 84 anni, corrispondente a 20milioni e mezzo di persone, ha giocato d’azzardo almeno una volta nella vita. E mai come in questo momento, con la diffusione del gioco online, l’accessibilità al gioco d’azzardo – sotto qualsiasi forma – a portata di mani e immediata. Indipendentemente dall’età.
Online e offline
Partiamo dalla distinzione tra gioco online e offline, che è una differenza non da poco. In termini di raccolta, nel 2019 l’azzardo online rappresentava la metà di quanto giocato in luoghi fisici (circa 36miliardi di euro, contro i 74 giocati offline). Il 2020 ha rappresentato un momento di svolta: come parte delle misure di distanziamento sociale volte ad arginare la diffusione della pandemia da Covid-19, i locali dedicati al gioco d’azzardo (a eccezione delle tabaccherie) sono stati chiusi per sei mesi. Questo ha di fatto comportato per la prima volta il superamento del giocato online sull’offline (49miliardi contro 39).
Tale superamento è stato confermato anche nel 2021, anno che, a causa della ripresa dei contagi, ha visto nuovi mesi di sospensione del gioco in luoghi fisici. Nel 2022, senza più restrizioni di natura sanitaria, il gioco fisico è aumentato moltissimo (63miliardi di euro, contro i 44 del 2021, corrispondenti a una crescita del 43%), senza tuttavia raggiungere i livelli prepandemici. Nello stesso anno, il gioco online ha invece raggiunto i 73miliardi di euro, cifra non solo più alta di quella giocata offline, ma corrispondente al doppio di quanto giocato su canale telematico nel 2019.
Il focus sui giovani
La distinzione fatta sopra è importante per leggere i dati relativi alle nuove generazioni che sono iper connesse. Osservandone l’andamento temporale, si può constatare come la percentuale di studenti che riportano di aver giocato d’azzardo nei 12 mesi precedenti abbia mostrato un progressivo incremento a partire dal 2018. A una lieve flessione coincidente col periodo iniziale della pandemia di Covid-19 è seguito nel 2022 un nuovo netto aumento, che si conferma per l’anno 2023, riflettendo l’espansione del mercato dell’azzardo registrata nel nostro Paese (Libro Blu, 2022).
Il 58,7% degli studenti di età compresa tra i 15 e i 19 anni ha giocato d’azzardo almeno una volta nella propria vita (M=65,8%; F=51,6%), il 53% ha giocato d’azzardo almeno una volta nel corso dell’anno precedente l’indagine (M=60%; F=45,9%). Si tratta delle percentuali più elevate mai registrate dal 2008.
Facile accesso ai minori
Infatti, i sistemi di verifica della maggiore età delle piattaforme legali di gioco d’azzardo online possono essere facilmente aggirati e Internet ospita numerosi siti web non autorizzati che permettono un facile accesso anche ai minori. Il 20,8% degli studenti tra i 15 e i 19 anni ha giocato d’azzardo online almeno una volta nella vita e tra gli studenti minorenni di età compresa tra i 15 e i 17 anni la percentuale si attesta al 18,9%. Per quanto riguarda il gioco d’azzardo a rischio o problematico, il 10,9% degli studenti tra i 15 e i 19 anni ne risulta colpito, in particolare, l’8,8% dei maschi e il 3,2% delle femmine. Un pattern di gioco d’azzardo problematico è riportato dal 4,8% degli studenti, il 7,7% dei maschi e l’1,9% delle femmine.
Il ruolo di Ats e le azioni in sinergia
La lotta contro il gioco d’azzardo patologico è un lavoro condotto in sinergia tra l’Asst Insubria diretta dal dg Salvatore Gioia con le ASST, gli Enti Locali, il Terzo Settore, le istituzioni scolastiche, le imprese e le associazioni di categoria. «Insieme – spiegano da via Ottorino Rossi – abbiamo elaborato il Piano Locale per il Contrasto al Gioco d’Azzardo Patologico per promuove un approccio integrato, intersettoriale e multi-stakeholder. L’obiettivo è rafforzare le azioni di prevenzione, diagnosi precoce, cura e riabilitazione del Disturbo da Gioco d’Azzardo, nel rispetto dei criteri di appropriatezza, sostenibilità e equità».
Obiettivo aggancio precoce
«La valorizzazione degli Sportelli Territoriali – proseguono – rappresenta un elemento chiave per garantire una lettura efficace della domanda e una prima consultazione qualificata. Gli sportelli, infatti, sono luoghi privilegiati per l’aggancio precoce e la prima consultazione, favorendo l’accesso ai servizi specialistici pubblici e privati accreditati, in forma gratuita e anonima».
Le iniziative di Ats
Nel corso del 2025, ATS Insubria ha attivato una serie di iniziative innovative e ad alto impatto sociale, tra cui il progetto “Fill in the GAP” realizzato in collaborazione con Karakorum Teatro: un gioco urbano performativo che ha trasformato piazze pubbliche in tabelloni interattivi, coinvolgendo i cittadini in esperienze immersive di riflessione e consapevolezza. Di particolare rilievo anche l’installazione artistica ideata da Intrecciteatrali, che ha portato nelle scuole, nelle aziende e nei comuni esperienze sensoriali e simboliche, come il “cubo nero” e la moneta da un euro, per stimolare una lettura critica del fenomeno e promuovere la prevenzione tra gli studenti, lavoratori, cittadini.
«L’intera strategia si focalizza, quindi, su: aggancio precoce, cura personalizzata, lotta allo stigma e promozione della consapevolezza, con l’obiettivo di costruire comunità più informate, resilienti e capaci di affrontare il fenomeno in modo sistemico e partecipato».
