BUSTO ARSIZIO – Lo sport entra nel carcere di via per Cassano, ed è un’occasione di riscatto per i detenuti. Si chiama “Liberamente Sportivi” il progetto che vede come capofila il Centro Sportivo Italiano di Varese, ente di promozione tra i più attivi del territorio, e che ha ottenuto 20mila euro di finanziamento da Sport e Salute per portare materiali, attività e servizi all’interno della Casa Circondariale di Busto Arsizio.
Il progetto
Il progetto – premiato dal bando “Sport di tutti: carceri 2024” che punta a potenziare i servizi sportivi all’interno dei penitenziari – vede il CSI Varese affiancato dalla Cooperativa Intrecci, che già opera nel contesto carcerario, e da tre associazioni sportive dilettantistiche del territorio, OSGB Caronno, Oltresempione Legnano e Polisportiva San Paolo di Gallarate. Durerà 18 mesi, nei quali saranno organizzati allenamenti di calcio, pallavolo e basket per i giovani adulti detenuti, ma anche altre attività come gli scacchi e un corso di formazione per arbitri di calcio a 7, che abiliterà all’arbitraggio non solo in carcere ma, una volta liberi, anche per le partite ufficiali dei campionati CSI.
Occasione di riscatto
Per l’attività di calcio c’è già una vera e propria squadra, che affronta anche amichevoli con squadre esterne (come quella contro la squadra degli avvocati) e un torneo con le società partecipanti al bando e iscritte ai campionati CSI Varese. Allenata da Gian Marco Duino, finora non ha mai perso. Sulla divisa del team, sopra il colletto, c’è la scritta “Non ci si salva da soli”. Perché lo sport è il pretesto per il riscatto sociale dei detenuti. «È uno strumento educativo», come ricorda la direttrice della Casa Circondariale di Busto Arsizio Maria Pitaniello. «Uno sport di squadra aiuta a far rispettare le regole, i compagni e gli avversari».
Avvocati contro detenuti, con il calcetto in carcere a Busto vince l’inclusione
