GALLARATE – E’ stata illustrata questa sera 27 ottobre in Commissione Sanità la delibera relativa alla Promozione dell’Accordo di Programma finalizzato alla valorizzazione e rigenerazione urbana delle aree dell’attuale ospedale di Gallarate. Si tratta dell’ultimo passaggio prima del voto in consiglio comunale che darà il via formale al lungo iter che porterà alla sottoscrizione dell’intesa sul destino del Sant’Antonio Abate con Regione Lombardia, Provincia di Varese, Ats Insubria e Asst Valle Olona.
Lo scenario
L’Adp dovrà essere siglato entro due anni, al termine di una serrata procedura che prevede anche la costituzione di un apposito Comitato, di una segreteria tecnica e di un Collegio di vigilanza come organismi di supporto. Costituendo variante allo strumento urbanistico vigente, rientra nell’ambito di applicazione della procedura di Valutazione Ambientale Strategica. Una volta che entrerà in funzione il nuovo ospedale unico Busto-Gallarate, del Sant’Antonio Abate rimarranno ancora in capo ad Asst Valle Olona con funzioni socio-sanitarie il padiglione Polimedico Est, il Polimedico Ovest e Palazzo Boito. Tutto il resto sarà oggetto di dismissione. Questa perlomeno è a oggi la proposta dell’amministrazione comunale, come risultato finale del lungo lavoro di studio realizzato da Arexpo.

Il dibattito
Verranno dunque dismessi e riconvertiti anche il Trotti-Maino (oggetto di un lungo dibattito negli scorsi mesi), il “Pirellino” di largo Boito, il parcheggio, la portineria, l’attuale edificio al centro del sedime che ospita il Pronto soccorso e la stragrande maggioranza dei reparti. Naturalmente gli altri enti coinvolti nell’Accordo di programma potrebbero mettersi di traverso con soluzioni alternative, complicando il processo autorizzato e portando a un inevitabile allungamento dei tempi. Ma come hanno spiegato i funzionari in Commissione, lo scenario scelto è il risultato finale di un percorso compiuto insieme ad Asst Valle Olona, attore principale per la riconversione del Sant’Antonio Abate. Di conseguenza, «non ci aspettiamo stravolgimenti».
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