Incarico da circa 450 mila euro in 5 anni all’ex assessore Stefano Clerici, neo direttore della Fondazione Lombardia per l’Ambiente. Bella notizia? Solo per lui!
Parliamo di una cifra che, tra stipendio, tredicesima, quattordicesima e premi di risultato, suona davvero fuori luogo in un momento storico come questo e che stride con le promesse (mancate) del Governo di Lega e Fratelli d’Italia, cui fa eco un governo regionale che offre servizio sempre più carenti.
Mentre tante famiglie lombarde fanno i conti con bollette salatissime, costi sanitari alle stelle e stipendi fermi al palo, è difficile comprendere come si possa giustificare un compenso così elevato per un incarico pubblico. Vogliamo quanto meno chiarezza: vogliamo sapere perché sia stata prevista una retribuzione di questo livello, quali siano gli obiettivi concreti collegati alle premialità e, soprattutto, quale reale beneficio porterà ai cittadini e alle cittadine.
E ancora, per trasparenza, vogliamo avere contezza riguardo a chi fossero gli altri candidati che hanno partecipato alla selezione oltre a Clerici e in cosa il loro curriculum fosse carente rispetto a quello dell’ex-assessore silurato nel 2017, proprio dall’allora sindaco Fontana.
La politica deve dare il buon esempio, non alimentare la percezione di privilegi e di autoreferenzialità, né il senso di frustrazione in coloro che faticano a fare la spesa. Ma veniamo a noi, e scendiamo in un contesto ancora più locale, quello cittadino: solo pochi giorni fa Clerici inneggiava alla riconquista della città da parte del centrodestra. Ma come potranno i varesini affidarsi a leader che selezionano così le persone da piazzare in ruoli rilevanti, che invece dovrebbe prevedere una competenza tecnica? E gli esponenti del centro destra che siedono oggi all’opposizione a Palazzo Estense sono pronti ad accettare questo metodo di selezione e la figuraccia che ne deriva? Certamente no.
Il Partito Democratico
Città di Varese
